Titolo:
Mille perfette bugie
Autrice: Monica Murphy
Ce: Newton Compton
Genere:Contemporary
romance
Data di pubblicazione:28/04/26
Serie: no
Formato:
Ebook €5,99 , flessibile €12,90
TRAMA
Billie Vale mai avrebbe voluto frequentare la Wickham Academy, la
scuola più elitaria d’Inghilterra. Eppure è lì che si trova, nascosta dietro
l’identità impeccabile di Belinda Winters, e ha un solo scopo: scagionare sua
sorella. Isla è in coma, accusata dell’omicidio della sua migliore amica, e non
può difendersi. Quindi spetta a Billie scoprire ciò che è accaduto. Alla
Wickham, però, nulla è ciò che sembra. Lealtà e menzogne si confondono, la
verità è merce rara e chi la possiede la cede solo a caro prezzo. Come se non
bastasse, Billie è guardata a vista da due ragazzi diversissimi tra loro – uno,
enigmatico, è tenuto a distanza da tutti; l’altro, popolare, è il più amato –
ed entrambi le orbitano intorno come se la stessero proteggendo o, peggio, come
se stessero tramando contro di lei. E più Billie indaga, più la Wickham rivela
la sua vera natura: un luogo che vive di silenzi e bugie, che prospera
sull’impunità, dove il potere decide cosa è reale e cosa deve restare sepolto.
Man mano che si avvicina a scoprire ciò che è davvero successo alla sorella,
Billie si rende conto che alla Wickham i segreti si custodiscono sempre, anche
a costo della vita…
RECENSIONE
“Per me è
reale, anche dopo tutto quello che è successo.”
Care romantic fairies,
ci sono storie che iniziano con una
domanda semplice e finiscono per trascinarti in qualcosa di molto più
complesso. Questo è esattamente quello che succede con A Thousand Perfect Lies.
Billie Vale non sceglie la Wickham
Academy. Ci finisce dentro per necessità, con un nome che non è il suo e un
obiettivo che pesa più di qualsiasi bugia: dimostrare che sua sorella Isla non
è colpevole. Isla è in coma, accusata di aver ucciso la sua migliore amica, e
Billie è l’unica che può provare a rimettere insieme i pezzi di una verità che
nessuno sembra voler raccontare davvero.
E Wickham… non è solo una scuola. È
un sistema chiuso, fatto di famiglie potenti, regole non scritte e silenzi che
hanno più valore delle parole. Qui la verità non è qualcosa che si cerca: è qualcosa
che si compra, si nasconde o si distrugge.
In mezzo a tutto questo, Billie non
è mai davvero sola. Ci sono due presenze costanti: da una parte il ragazzo che
tutti evitano, dall’altra quello che tutti vogliono. Due poli opposti, due modi
diversi di avvicinarsi a lei, e una sensazione continua che nulla sia davvero
come appare. Protezione o controllo? Fiducia o strategia?
Il cuore del romanzo è il mistero, e
funziona. La storia si muove tra indizi, sospetti e rivelazioni graduali che
portano il lettore a cambiare idea più volte. Non è una lettura che puoi
affrontare distrattamente: ogni dettaglio può avere un peso.
La componente romance è presente ma
resta in secondo piano rispetto alla tensione narrativa. C’è chimica, c’è
attrazione, ma soprattutto c’è quella costruzione lenta di fiducia tra due
persone che, prima ancora di scegliersi, devono capire se possono
permetterselo.
Billie è determinata, concreta,
spesso costretta a muoversi in equilibrio tra ciò che è e ciò che deve fingere
di essere. È facile stare dalla sua parte, anche quando sbaglia.
Connor, più chiuso, più segnato,
porta con sé un passato che giustifica molte delle sue ombre. E, senza grandi
gesti eclatanti, costruisce un legame che si sente.
Intorno a loro ruota un gruppo di
personaggi che, poco alla volta, si definiscono meglio. Nessuno è completamente
innocente, ma neanche completamente colpevole. Ed è proprio questa zona grigia
a rendere tutto più credibile.
La narrazione procede con un ritmo
medio per buona parte del libro, lasciando spazio alla costruzione del contesto
e delle relazioni. Il finale accelera, chiude rapidamente le linee narrative e
punta tutto sull’effetto sorpresa. E sì, alcune rivelazioni arrivano senza
troppo preavviso, ma riescono comunque a lasciare il segno.
La scrittura è lineare, chiara,
accessibile. Non cerca virtuosismi, ma accompagna bene la storia, mantenendo il
focus su trama e dinamiche tra i personaggi. La gestione del mistero è ben
calibrata: gli elementi vengono distribuiti con attenzione, abbastanza per incuriosire
senza confondere. L’atmosfera è uno dei punti più riusciti: Wickham prende
forma come un ambiente chiuso, elegante e allo stesso tempo opprimente, dove
ogni silenzio pesa più di una confessione.
È una lettura che scorre, che
incuriosisce e che tiene agganciati fino alla fine, soprattutto se amate le
storie ambientate in accademie élite piene di segreti. Personalmente, ho
apprezzato molto la parte mystery e l’ambientazione; il coinvolgimento emotivo
con i personaggi, invece, è stato un po’ più contenuto rispetto ad altri
romanzi dello stesso genere.
Resta però una storia che sa
intrattenere, con il giusto mix di tensione, dinamiche relazionali e colpi di
scena.
E ora ditemi: voi di chi vi
fidereste, davvero, alla Wickham?
🪄🪄🪄🪄🪄
Silvia
Ringraziamo la casa editrice e l'autore/autrice per la copia digitale.
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