Titolo:
Love song: una nostra canzone d’amore
Autrice: Elle Kennedy
Ce:
Newton Compton
Genere:
contemporary romance
Data di pubblicazione:17/03/26
Serie: Briar universe novel
Formato:
Ebook €6,99 flessible 12,99
TRAMA
Dopo una brutta rottura, Blake Logan si rifugia nella casa di famiglia sul lago
Tahoe, decisa a chiudere fuori il mondo. Niente uomini, niente complicazioni.
Ma il suo piano perfetto va a rotoli quando Wyatt Graham si presenta alla
porta. Di quattro anni più grande di lei e con l’incredibile superpotere di
accenderla come nessuno mai, Wyatt è il ragazzo che ha calpestato il suo
orgoglio quando Blake aveva sedici anni. Ora è un musicista in cerca di ispirazione,
e per lui Blake è assolutamente off-limits. Ben presto, però, Wyatt si rende
conto che lei non è più la ragazzina di un tempo: è forte, brillante, e la
scintilla tra loro è impossibile da ignorare. Un bacio rubato si trasforma in
qualcosa di più, in un’estate che sembra perfetta. Finché una tragedia li
separa, lasciando dietro di sé solo una scia di ricordi e rimpianti. Qualche
tempo dopo, il destino li riporta faccia a faccia. E Blake e Wyatt dovranno
scegliere se rimanere ancorati al passato o scrivere insieme il loro futuro.
RECENSIONE
“Blake Logan
mi possiede. Cuore, corpo e anima”
Elle Kennedy è tornata, anche se in
realtà non se n’è mai andata davvero, perché leggendo questo libro ho ritrovato
esattamente quello che mi mancava: la sua penna, il suo modo di entrare nei
personaggi, quell’universo fatto di legami che continuano libro dopo libro e
che senti sempre un po’ anche tuoi.
Blake Logan arriva al lago Tahoe con
l’idea di spegnere tutto, di chiudere fuori il mondo dopo una rottura che l’ha lasciata
più fragile di quanto voglia ammettere, con un piano semplice e rigidissimo che
dovrebbe proteggerla da qualsiasi errore, ma che ovviamente smette di
funzionare nel momento esatto in cui Wyatt Graham si presenta davanti a lei,
riportando con sé tutto quello che Blake aveva cercato di lasciare indietro,
compresa quella ferita mai davvero guarita che risale a quando aveva sedici
anni e lui, senza nemmeno rendersene conto fino in fondo, aveva calpestato
qualcosa di delicato e ancora in formazione.
Wyatt non è solo il passato, è anche
il problema, perché è uno di quei personaggi che non fanno nulla per essere
irresistibili e proprio per questo lo sono ancora di più; e il punto è che lui
è il primo a non volersi avvicinare, è il primo a mettere distanza, a ripetersi
che Blake è off-limits, che avvicinarsi a lei significherebbe rovinarla. Questa
convinzione diventa la sua prigione, il suo limite, il modo in cui cerca di
tenere sotto controllo qualcosa che invece sfugge continuamente.
Blake però non è più quella
ragazzina, e questa è una delle cose che ho amato di più, perché lei cresce
sotto gli occhi del lettore senza perdere le sue fragilità, ma imparando a
riconoscere quelle di Wyatt, a leggere nei suoi silenzi, nei suoi tentativi di
allontanarsi, nelle sue contraddizioni, e quello che si crea tra loro non è mai
solo attrazione, non è mai solo desiderio, è qualcosa che ha radici più
profonde e che si sviluppa anche quando loro stessi cercano di negarlo.
La struttura che alterna passato e
presente funziona perché aggiunge strati, perché ti fa vedere come si sono
costruiti, come si sono riconosciuti prima ancora di trovarsi davvero, e quando
finalmente si incontrano senza filtri non hai la sensazione di assistere a un
inizio, ma a qualcosa che esiste già e che sta solo cercando spazio per
respirare.
E poi succede qualcosa che cambia
tutto, e da lì il libro prende una direzione più dolorosa, più piena, più vera,
e quando si ritrovano non sono più gli stessi, devono scegliere se restare
ancorati a quello che è stato o provare a costruire qualcosa che tenga conto
anche di ciò che li ha spezzati.
Wyatt è il personaggio che mi ha
sorpresa di più, perché parte da una convinzione granitica, quella di essere un
danno per Blake, e resta fedele a questa idea anche quando tutto dimostra il
contrario, fino al momento in cui non ha più modo di difendersi da quello che
prova e si ritrova completamente esposto, costretto a guardarsi senza filtri,
ed è lì che avviene il cambiamento più forte, quello che non è immediato, non è
semplice, ma è credibile.
Blake e Wyatt funzionano perché si
vedono davvero, perché riescono a capirsi anche quando non parlano, perché
ognuno di loro, nel modo giusto o sbagliato, spinge l’altro a uscire dalla
versione più difensiva di sé stesso, e questo rende il loro percorso fatto di
passi avanti e indietro, di errori, di scelte che a volte fanno male anche a
chi legge.
Ci sono momenti che fanno sorridere
(il fantasma del lago e due Spencer, i Golden Boys che ne combinano di ogni, la
Chat dei papà), altri che fanno male in modo silenzioso, e nel mezzo c’è quella
continuità emotiva che ti tiene dentro la storia senza mai farti staccare, fino
a quando arrivi alla fine con quella sensazione piena, come se avessi
attraversato tutto insieme a loro.
Io li ho amati e li ho odiati, più
di una volta, e credo sia esattamente questo il punto, perché quando succede
vuol dire che i personaggi sono arrivati davvero, e sì, lo rileggerei senza
pensarci due volte, con quella voglia quasi assurda di poter cancellare tutto e
ricominciare da capo senza sapere nulla, solo per rivivere ogni passaggio con
la stessa intensità.
Silvia
Ringraziamo la casa editrice e
l'autore/autrice per la copia digitale.
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