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lunedì 6 aprile 2026

RECENSIONE: Let me be your man di Harper Mckenzie




Titolo: Let me be your man

Autrice: Harper Mckenzie

Ce: Triskell

Genere: contemporary romance

Data di pubblicazione:6/04/26

Serie: no

Formato: Ebook €5,99 , flessibile €17,00

 

TRAMA

“Io…io…sono…mi hai fatto innamorare di te.”

Ivy ha trent’anni, un cuore blindato e nessuna voglia di complicazioni. Maxen ne ha venti, un’anima in tempesta e un’attrazione per lei che non accetta rifiuti. A Edimburgo, la differenza d'età è l'ultimo dei loro problemi.

 

Costretti a condividere la stessa casa per un mese, Maxen e Ivy trasformano presto la calma scozzese in un campo di battaglia emotivo. Lei è una donna cinica che fugge dai legami; lui è uno studente universitario in pausa dalla vita, dotato di una passionalità travolgente che Ivy fatica a gestire. Nonostante gli avvertimenti degli amici e un divario generazionale che spaventa, i loro corpi si riconoscono come simili, ignorando la logica e il buonsenso.

 

Mentre la convivenza si fa sempre più serrata, le maschere iniziano a cadere: uno dei due mente per proteggersi, l'altro finisce per frantumarsi in mille pezzi. In un gioco pericoloso tra ragione e desiderio, dovranno capire se sono davvero "giusti" l'uno per l'altra o se il peso del tempo e del giudizio altrui sia un ostacolo insormontabile. Perché a volte, per aggiustare un cuore, non servono coetanei, ma solo le mani giuste.

RECENSIONE

 

 

Care romantic fairies, parliamo di un romance age gap ma come piace a me, dove è lei a essere più grande.

Non siamo davanti alla storia comoda, quella che sai già dove ti porterà e che puoi leggere senza mai metterti in discussione. Qui entriamo in un territorio più scomodo, più reale, di quelli che all’inizio ti fanno alzare un sopracciglio e poi, senza che tu capisca bene quando succede, ti ritrovi completamente coinvolta, quasi dalla parte sbagliata… ma senza avere nessuna intenzione di tornare indietro.

Ivy ha trent’anni e si porta addosso quel tipo di lucidità che non nasce dall’età, ma dalle cose che ti costringono a crescere prima del tempo; ha imparato a proteggersi, a mettere distanza, a scegliere con la testa anche quando la testa pesa più del cuore. Maxen invece è l’opposto in tutto, ha vent’anni, è istinto puro, non filtra, non misura, non si preoccupa di quello che “dovrebbe” essere giusto e proprio per questo diventa ingestibile, perché entra negli spazi di Ivy senza chiedere permesso e li riempie con una presenza che lei non riesce a ignorare.

E quando due persone così vengono costrette a condividere lo stesso spazio, giorno dopo giorno, senza vie di fuga, senza pause, senza quella distanza che normalmente ti permette di rimettere ordine nei pensieri, quello che succede non è graduale, non è pulito, è qualcosa che si accumula, che cresce nei silenzi, negli sguardi pieni di tensione, nei dialoghi che sembrano leggeri ma che in realtà hanno sempre qualcosa sotto.

C’è questa tensione costante che non ha bisogno di essere dichiarata perché è evidente in ogni interazione, in ogni momento in cui cercano di restare nei propri ruoli e puntualmente falliscono.

Lui la chiama disagiata, lei lo liquida come ragazzino, e potrebbe sembrare una dinamica già vista se non fosse che qui ogni battuta ha un peso, ogni scambio è costruito su quello che non stanno dicendo, su quello che entrambi vedono ma che lei, più di lui, continua a rifiutare. I dialoghi funzionano perché sembrano conversazioni reali, di quelle in cui si colpisce per difendersi e si provoca per capire fin dove si può arrivare.

La differenza d’età non è un dettaglio da aggiungere per creare un po’ di pepe, è un pensiero costante nella testa di Ivy, è il motivo per cui si frena, per cui si giudica, per cui prova a rimettere ogni cosa al suo posto anche quando quel posto non esiste più. Maxen da questo punto di vista è disarmante, perché non si pone il problema nello stesso modo, non ridimensiona quello che prova e non cerca di renderlo più accettabile, lo vive e basta, e questo crea uno squilibrio che è il centro emotivo della storia.

La vera sorpresa per me sono stati i capitoli dal punto di vista di Maxen, perché lì il personaggio cambia completamente prospettiva, perde quell’etichetta superficiale di ragazzo impulsivo e diventa qualcuno che sente troppo, che non sa proteggersi e che proprio per questo arriva più diretto, senza difese, senza strategie. È il tipo di vulnerabilità che non ti aspetti e che ti costringe a rivedere tutto quello che pensavi di lui.

La trama in sé è semplice, ma non è quello il punto, perché qui quello che conta è come ci si arriva, sono i passaggi, le esitazioni, i momenti in cui basterebbe poco per fare un passo indietro e invece si resta lì, a metà, senza decidere davvero. È una storia costruita su un continuo avvicinarsi e allontanarsi, su scelte che non vengono prese subito e su verità che emergono quando ormai ignorarle non è più possibile.

La scrittura accompagna tutto questo senza mai appesantire, è fluida ma non superficiale, lascia spazio ai personaggi, ai loro pensieri, a quel modo diverso che hanno di affrontare le stesse cose. Non c’è mai la sensazione che qualcuno venga forzato in una direzione solo per far funzionare la trama, e questo rende tutto più credibile, più vicino.

E alla fine mi sono ritrovata a pensarci in modo molto semplice, senza filtri: quante volte capita di incontrare qualcuno che non rientra in nessuna delle categorie giuste, che sulla carta non avrebbe senso, che complica tutto… eppure non riesci a spostarlo da lì, da quel posto preciso che si è preso senza chiedere?

Perché Ivy e Maxen sono esattamente questo, non qualcosa di ideale, non qualcosa di facile, ma qualcosa che mette in discussione, che crea attrito, che costringe a guardarsi dentro senza sconti, e forse è proprio per questo che resta più di quanto dovrebbe.

 

 🪄🪄🪄🪄🪄

Silvia

 

 

 Ringraziamo la casa editrice e l'autore/autrice per la copia digitale. 






 

mercoledì 1 aprile 2026

RECENSIONE: Something of Mine di Valù Valonsa





Titolo: Something of Mine

Autore: Valù Valonsa

Editore: Peony Publishing

Genere: Romance MM, Contemporary

Data di pubblicazione: 20 marzo 2026

Serie o Romanzo Autoconclusivo: Autoconclusivo

Formato: Ebook 5,99€

 

TRAMA

A Stefano non piace sprecare il suo tempo, né tollera i ritardatari o le cene aziendali a cui partecipa controvoglia. Adora, invece, ricontrollare i documenti e assicurarsi di essere l’ultimo a lasciare l’ufficio. Ogni venerdì sera, posiziona in bella vista sulla sua scrivania l’agenda settimanale, pronto ad affrontare i problemi a muso duro il lunedì mattina. Ma una volta chiuso l’ufficio, la sua unica preoccupazione diventa soddisfare i suoi desideri più profondi.

 

Vittorio sa esattamente cosa vuole dalla vita, motivo per cui non intende perdere tempo. È altrettanto sicuro di ciò che desidera nella sua sfera personale, ma prima di fare il grande passo, non ha intenzione di rinunciare alle opportunità che gli si presentano.

 

Le loro vite si intrecceranno tra il posto di lavoro, che condividono, e le loro case, scenari di scontri e incontri passionali che si svilupperanno in un arco di quattro mesi. Sebbene la loro relazione nasca con una scadenza già segnata, la chimica e la passione finiranno per travolgerli, mettendo in dubbio ogni certezza. Le loro vite intime influenzeranno profondamente la trama, perché ognuno troverà nell’altro esattamente ciò che stava cercando, anche senza saperlo.

 

 

CITAZIONI:

“La sola idea di immaginare Vittorio con altri segni sul suo corpo che non fossero miei, tra altre braccia che non fossero le mie, con altre orecchie che avrebbero udito i suoi gemiti e un nome invocato diverso dal mio. Lo stomaco si chiuse in una morsa serrata”

 

“In camera da letto quel ragazzino era un sottomesso con i fiocchi, ma una volta che uscivamo da quei ruoli tornava a essere una spina nel fianco.”

 



RECENSIONE:

Ammetto di essere stata subito attratta dalla copertina stupenda e dalla menzione di un rapporto con componente BDSM per cui appena ho avuto la possibilità di leggerlo mi ci sono fiondata senza pensarci due volte.

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La storia è ambientata in un ufficio in cui Stefano dovrà fare forzatamente da mentore a Vittorio, il figlio del suo capo.

Il pov è solo di Stefano e notiamo da subito che egli prende in antipatia l’altro a causa di pregiudizi nati unicamente dalla sua testa, senza la minima base.

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Questo serve ovviamente per creare angst e tensione tra i due che pur costretti a stare a stretto contatto cominciano a scambiarsi frasi piccate ogni volta che devono rivolgersi la parola.

Per quanto dunque capisca l’utilità, il modo in cui è stata creata questa situazione l’ho trovato forzato e mi ha fatto solo considerare Stefano alla stregua di un ragazzino. Il suo comportamento infantile cozza con la sua età essendo anche il più maturo tra i due quando invece il pg più equilibrato si dimostra Vittorio che almeno cerca di non litigare per qualsiasi piccolezza in cui l’altro lo provoca.

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I dialoghi soprattutto inizialmente li ho trovati davvero troppo semplici e non rispecchianti l’età dei personaggi. Alcune dinamiche come detto mi sono parse forzate o prevedibili come quella grazie alla quale Stefano comincerà a guardare con occhi diversi e più rispettosi Vittorio.

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La parte di relazione tra i due dettata quasi strettamente dalla fisicità e dalla compatibilità a letto con data di scadenza non mi ha fatta emozionare soprattutto perché Stefano fin quasi alle ultime pagine continuerà a insistere di non essere sicuro di essere innamorato e di non voler rischiare. Per una persona adulta non riconoscere segnali come la palpitazione del cuore, lo stare bene con l’altro e volerlo tutto per sé mi è sembrato un po' troppo da shojo manga.

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I personaggi hanno anche momenti carini assieme ma per la maggior parte nel periodo di contratto strettamente fisico, avrei voluto vedere qualcosa di più una volta risolta la situazione.

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Le scene spicy ci sono, in molti casi vengono raccontate più che vissute e, per quanto vengano presentate come BDSM con lo stesso Stefano che si definisce un Dom, non mi hanno convinta sotto questo aspetto. Sono sicuramente più spinte di scene vanilla ma hanno come differenziazione da queste solo un paio di cose (sculacciate, cinta che blocca le mani) che non sono presenti sempre e su cui non ci si sofferma così tanto.

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Anche la risoluzione finale me la sarei aspettata con più ostacoli dati da un amore comunque proibito, con differenza di età, sul posto di lavoro… Invece l’unico impedimento è solo Stefano 😅.

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Per fortuna che c’è Sergio, suo amico, unico pg che riesce un minimo a farlo ragionare pur senza compiere miracoli purtroppo.

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Detto questo è un romanzo che si legge in maniera scorrevole e con alcuni momenti e spunti carini ma sul genere ho preferito altro.

 


🪄🪄🪄1/2

Why_girls_love_yaoi

 

Grazie a Peony Publishing e a Valù Valonsa per la copia digitale.


martedì 31 marzo 2026

RECENSIONE: La mia scommessa sei tu: the first runner di Elsie Silver (The gold rush ranch vol.3)


 


Titolo: La mia scommessa sei tu: the first runner

Autrice: Elsie Silver

Ce: Newton Compton

Genere: Contemporary romance

Data di pubblicazione:31/03/26

Serie: The gold rush ranch vol.3

Formato: Ebook €5,99 , flessibile €12,90

 

TRAMA

A Stefan spetta il titolo di nemico pubblico numero uno di Ruby Creek, eppure Mira non riesce a stargli lontano.

A Ruby Creek nessuno vuole avere a che fare con Stefan Dalca. È l’uomo che tutti evitano: un solitario dal passato ingombrante, lo sguardo tagliente e una reputazione discutibile. Stefan preferisce così. Gli bastano i suoi cavalli e il silenzio del suo ranch. Finché Mira Thorne non bussa alla sua porta. La brillante veterinaria del paese lo ha sempre tenuto a distanza, fino al giorno in cui un puledro, rimasto orfano, le lascia un’unica scelta: rivolgersi proprio a Stefan, affinché la sua cavalla possa salvare il piccolo. Lui accetta di aiutarla, ma non senza dettare le sue condizioni. Mira dovrà concedergli in cambio tre appuntamenti, seguendo tre semplici regole: non dovrà dirlo a nessuno, non dovrà toccarlo e, soprattutto, non dovrà innamorarsi di lui. Più facile a dirsi che a farsi. A ogni uscita, Mira scopre un uomo ben diverso dal “cattivo” di cui Ruby Creek sussurra da anni. Un uomo che la osserva con un’intensità capace di scompaginarle l’anima. Che la ascolta come nessuno ha mai fatto. Che sotto la scorza da fuorilegge nasconde un cuore che non dovrebbe desiderare e che, invece, la attrae ogni giorno di più. Così, all’improvviso, Mira si rende conto che infrangere le regole non le è mai parso più giusto…



RECENSIONE

“Forse il ragazzino distrutto dentro di me vuole solo che lei mi tratti con l’atteggiamento che riserva ai cavalli. Con amore.”

 

Care romantic fairies, qui devo dirvelo subito senza girarci intorno: non me lo aspettavo.

Perché Stefan, fino a questo momento, era quello che si guarda da lontano, quello su cui tutti hanno già deciso cosa pensare senza nemmeno provarci davvero, quello etichettato come arrogante, ricco, intoccabile, quello che a Ruby Creek chiamano senza troppi problemi “Stefan il cogli…” e invece questa è stata la storia che mi ha presa di più, quella che mi ha fatto sentire molte emozioni.

Siamo nel terzo volume della serie Gold Rush e questa volta al centro ci sono lui e Mira, la veterinaria che avevamo già imparato ad amare nei libri precedenti, sempre così composta, così precisa, quasi distante e fredda e invece qui si apre in un modo che non mi aspettavo.

Stefan vive esattamente come tutti lo immaginano: isolato, lontano, chiuso nel suo ranch, circondato solo dai cavalli e da un silenzio che sembra scelta ma in realtà è difesa. Ha costruito quella facciata nel tempo, non per gioco, ma per necessità, perché crescere con un padre violento e perdere nel modo peggiore possibile l’unica persona che lo aveva amato davvero ti insegna che affezionarsi è pericoloso, che tutto quello a cui tieni può rompersi, e che forse è meglio non rischiare proprio.

E infatti lui questo fa: non rischia.

Si prende cura della sorella più piccola, porta avanti quel sogno che apparteneva a sua madre, la scuderia, i cavalli, una vita che ha senso solo se resta sotto controllo, solo se non entra nessuno a complicarla.

Finché non arriva Mira, con la quale inizia solo un gioco innocente, quello di chiederle sempre di uscire con lui, tanto non accetta mai.

La vicinanza “forzata” nasce da una necessità concreta, da un puledro da salvare, da una richiesta che lei non può evitare e da un sì che lui concede imponendo delle regole che dovrebbero tenerlo al sicuro: tre appuntamenti, niente parole in giro, nessun contatto, nessun coinvolgimento.

Regole che esistono solo perché lui è il primo a sapere che non basteranno.

Mira è l’opposto di quello che Stefan si permette di avere nella sua vita, ed è questo che mi è piaciuto di più, perché lei non arriva per salvarlo, non arriva per cambiarlo, arriva con il suo modo di essere, con quella cura che la definisce completamente, nel lavoro e nelle relazioni. È attenta, è presente, è capace di vedere senza invadere, e questa cosa lui la percepisce subito, la riconosce, la desidera prima ancora di accettarlo.

La parola che mi è rimasta addosso leggendo è proprio questa: cura.

La cura di Mira nei gesti, nelle mani, nel modo in cui si prende carico degli altri senza mai perdere sé stessa, e la risposta di Stefan a questa cosa, che non è immediata, non è semplice, ma cresce piano, nel modo in cui lui inizia a voler essere diverso, non per cambiare, ma per proteggere qualcosa che finalmente sente di voler tenere.

E lì succede tutto.

Perché Stefan è convinto fino in fondo di non essere in grado di amare senza distruggere, di non poter essere un posto sicuro per nessuno, e vedere questa convinzione incrinarsi, passo dopo passo, è stato il cuore del libro.

Mira, invece, è molto più di quello che sembrava, è forte senza bisogno di dimostrarlo, è indipendente ma non distante, è anche timida, a tratti impacciata, e proprio per questo incredibilmente vera. Ha una voce delicata, ma non fragile, e il modo in cui si avvicina a Stefan non è mai invadente, è rispettoso, coerente con chi è.

Quello che nasce tra loro non è immediato, non è esplosivo nel senso classico, è qualcosa che si costruisce nello spazio che si concedono, nelle regole che provano a mantenere e che inevitabilmente si incrinano, negli sguardi che dicono molto più di quello che si permettono di dire.

E quando capisci che lui la sta guardando non solo per quello che è, ma per quello che potrebbe diventare nella sua vita, lì cambia tutto, perché non è più solo attrazione, non è più solo desiderio, è bisogno di avere accanto qualcuno che sappia prendersi cura… e allo stesso tempo essere protetto senza essere limitato.

È una storia che lavora tanto sui personaggi, sulle loro ferite, su quello che credono di meritare e su quello che invece, lentamente, iniziano ad accettare.

E sì, tra tutti, questo è quello che mi è rimasto di più.

Perché Stefan non è quello che pensavamo.

E Mira è esattamente quella di cui aveva bisogno, anche quando lui era convinto del contrario.

 

 🪄🪄🪄🪄🪄

Silvia

 

 

 Ringraziamo la casa editrice e l'autore/autrice per la copia digitale.


lunedì 30 marzo 2026

RECENSIONE IN ANTEPRIMA: Wolfgang di Grae Bryan

 



Titolo: Wolfgang

Autore: Grae Bryan

Editore: Triskell Edizioni

Genere: Romance MM, Paranormal

Data di pubblicazione: 30 marzo 2026

Serie o Romanzo Autoconclusivo: Serie Vampire’s Mate #5

Formato: Ebook 4,99€

 

TRAMA

Cosa succede quando un vampiro psicopatico e amante del lusso decide, in un istante di follia, che tu sarai suo per l’eternità?

Wolfgang Volker non è un tipo impulsivo, ma quando a Hyde Park il profumo del suo compagno predestinato lo travolge, ogni logica svanisce. Con un morso rubato e una mossa azzardata, lega a sé il dottor Eric Monroe, un uomo convinto di non meritare l’affetto di nessuno e additato da tutti come un playboy senza cuore.

 

Ora Eric deve imparare a sopravvivere in un mondo di ombre e di sete insaziabile, mentre cerca di resistere al fascino magnetico e letale di Wolfgang. Riuscirà un uomo che non si è mai sentito amato a credere alle promesse di un predatore che non ha mai amato nessuno prima di lui? O il legame di sangue si spezzerà sotto il peso delle insicurezze?

 

 

CITAZIONI:

“«Mi farai di nuovo del male?» chiese, sperando di convincere il suo cervello che era uno scenario fin troppo probabile e che forse era il caso di avere paura, molta paura.

Ma Wolfe scosse la testa. «Mai. Sei… prezioso, per me.»”

 

“«Ma sei venuto da me, quando avevo bisogno di te.»

«Mi prendo cura di ciò che mi appartiene. E tu sei mio, Eric. Puoi prenderti tutto il tempo che ti serve per capirlo, puoi fare i capricci o cercare di nasconderti nel tuo lavoro o negare tutto, ma sei già mio. Lo sei dal momento in cui ti ho visto.»”

 

RECENSIONE:

Siamo giunti al quinto volume di questa serie e io continuo ad amarla. Ogni libro si dimostra originale, mai ripetitivo e di una dolcezza disarmante, oltre che specchio di un’ossessione da parte dei pg vampirelli non indifferente.

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In questo caso ci si ricollega direttamente al finale del volume quattro che mi aveva lasciato decisamente col fiato sospeso.

I protagonisti, come era immaginabile, sono il vampiro psicopatico Wolfgang e il suo compagno predestinato umano Eric.

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Quest’ultimo è un dottore dalla vita monotona e insoddisfacente, che non si sente all’altezza delle aspettative della famiglia e della società e che nasconde quest’inadeguatezza sotto una maschera di flirt continui verso gli altri e di superficialità.

Quando quindi si ritrova oggetto delle attenzioni di un vampiro avvenente e insistente lotterà tra il sentirsi lusingato e la volontà di essere indipendente e separato dal suo ammiratore vampiresco così pressante.

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Questo lo distingue molto dal terzo volume della serie in cui la controparte umana era sempre stata avvicinata da un vampiro dalle caratteristiche da villain ma non vi era stato attrito tra i due.

Personalmente ho preferito quella versione della dinamica. In questo caso Eric mi è sembrato un po' troppo viziato e capriccioso per quanto il suo comportamento sia comprensibile ritrovandosi catapultato in un mondo completamente diverso rispetto a quello a cui è abituato.

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La dinamica tra i due è quindi più lenta sentimentalmente proprio a causa del dottore che non vuole arrendersi al legame col suo compagno predestinato. Proprio per questo in alcuni frangenti, con alcune sue azioni e richieste mi ha decisamente irritato e avrei solo voluto accettasse le mille lusinghe e azioni dolci e piene di cura del suo partner pronto a tutto pur di conquistarlo nonostante la sua psicopatia.

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Le scene esplicite sono presenti e come sempre non prevalenti ma dolci e molto intense, sicuramente utili per definire il legame tra i due protagonisti e la sua evoluzione.

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Per quanto riguarda la trama di fondo essa avanza di poco introducendo principalmente il personaggio di Riley che per fortuna sarà presente in un settimo libricino extra della serie. Non vedo l’ora di leggerlo perché immagino ci darà molte gioie dato quanto già mi ha conquistata dalla sua comparsa in questo volume.

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Per concludere lo consiglio sicuramente se amate il paranormal, i compagni predestinati e i vampiri, oltre che amori totalizzanti e possessivi. Ci avviciniamo alla fine della serie quindi il mio consiglio è di recuperarla tutta in attesa della threesome del prossimo volume.

 

🪄🪄🪄🪄

Why_girls_love_yaoi

 

 

Grazie a Triskell Edizioni e a Grae Bryan per la copia digitale.


giovedì 26 marzo 2026

RECENSIONE:Fierce (Saint James College Series #2 ) DI Alessia Giuliano





 TITOLO: Fierce

SERIE: Saint James College Series #2 - Autoconclusivo

AUTORE: Alessia Giuliano

GENERE: College Romance

TROPES: Friends to Lovers, Broken Friendship, Shared Secret, Forced Proximity (College

Setting), Golden Boy & Soft Girl, Angst, Slow Burn.

EDITORE: Self Publishing

DATA DI PUBBLICAZIONE: 26 marzo 2026

PAGINE: 300 ca

COSTO: € 2,99 e-book, € 15,00 cartaceo, Presente in KindleUnlimited. Lancio e-book € 0,99.

N.B.: Presente in tutti gli Store Online



TRAMA

Aiden Whitmore è la definizione della perfezione.

Al Saint James è una leggenda capace di incutere timore, ammirazione e rispetto.

Capitano della squadra di scherma, membro dei Fours, erede di una delle famiglie più potenti del Paese.

Freddo. Impeccabile. Irraggiungibile.

Eppure, dietro quell’armatura di ghiaccio, si nasconde una ferita che non ha mai smesso di sanguinare.

C’era un tempo in cui Ily Wilson era la sua casa, la sua migliore amica e l’unica capace di fargli abbassare ogni difesa.

Poi un segreto ha distrutto ogni cosa, lasciando spazio solo a silenzi, distanza e parole mai dette.

Quando Ily varca i cancelli del St. James, invadendo il suo regno, il mondo di Aiden trema.

Nulla è più come prima… eppure niente è davvero sepolto.

I loro sguardi si cercano prima ancora di incontrarsi, riconoscendo ciò che il tempo non è riuscito a cancellare.

Il dolore brucia ancora, ma tra le ceneri della loro amicizia qualcosa di nuovo prende forma.


Un’attrazione feroce, improvvisa, letale.

Un richiamo fisico e viscerale che scivola sotto pelle, accende il respiro e rende

ogni distanza insopportabile.

Quel sentimento a cui, da ragazzi, non avevano saputo dare un nome, ora esplode senza possibilità di controllo.

Tra ricordi che feriscono e desideri mai davvero spenti, tra silenzi, rancore e verità taciute, Aiden e Ily restano in bilico sul confine che separa l’odio dal bisogno di appartenersi e lì scopriranno che alcune connessioni non nascono dall’amore… lo precedono.

Quando due cuori spezzati si ritrovano abbastanza vicini da sentire il battito dell’altro, resistere diventa molto più difficile che cedere.



RECENSIONE 


Siamo al secondo volume della Saint James College Series, dove finalmente abbiamo l’opportunità di conoscere Aiden, uno dei Four, e la dolce Ily, figlia del reverendo e anche professore del college.

Ne avevamo avuto un accenno nel primo libro della serie e ne ero rimasta incuriosita.

Aiden e Ily erano amici da piccoli, ma qualcosa ha compromesso la loro amicizia e ha reso Aiden freddo e distante. Il dolore ha stravolto la sua vita e lui ritiene la sua amica responsabile.

Anni dopo, il papà di Ily accetta un lavoro al Saint James College, e questo porta inevitabilmente i due a confrontarsi.

Questo secondo volume della serie è un romanzo che colpisce per la sua intensità emotiva e per la forza con cui racconta il percorso dei protagonisti, mostrando come affrontano il dolore e gli ostacoli. Alessia Giuliano costruisce una storia che va oltre la semplice narrazione, trasformandola in un viaggio di crescita, resilienza e consapevolezza.

Lo stile dell’autrice è diretto e coinvolgente, con una scrittura che riesce a essere allo stesso tempo delicata e incisiva. I dialoghi risultano naturali e contribuiscono a rendere la storia ancora più realistica, mentre le descrizioni emotive sono uno dei punti di forza del romanzo.

Dal punto di vista narrativo, la trama scorre in modo fluido, anche se in alcuni passaggi può risultare prevedibile. Tuttavia, ciò che mantiene alta l’attenzione non è tanto il “cosa succede”, quanto il “come” viene raccontato: è l’intensità delle emozioni a guidare davvero la lettura.

In conclusione, Fierce è un libro consigliato a chi ama le storie profonde e introspettive, capaci di lasciare un segno. Un romanzo che parla di forza, identità e rinascita, e che riesce a trasmettere un messaggio positivo senza risultare mai banale.


🪄🪄🪄🪄🪄

Marianna

*Ringraziamo l'autrice per la copia digitale*



RECENSIONE: More, please DI Kate Aster ( Homefront: The Sheridans – Libro 1)





Titolo: More, please

Autore: Kate Aster

Editore:Triskell Edizioni

Genere:  Romance Contemporaneo, Military Romance, Billionaire Romance

Data di pubblicazione:18/03/2026

Serie: Homefront: The Sheridans – Libro 1





TRAMA


Una notte di passione in un ascensore doveva essere solo una parentesi, ma il destino ha altri piani per Allie e il suo misterioso Navy SEAL.

Allie ha un obiettivo chiaro: aprire un rifugio per cani e costruirsi una vita stabile con le proprie forze. Non ha tempo per le distrazioni, specialmente se hanno il volto di Logan Sheridan, l'uomo che ha acceso i suoi sensi in una notte indimenticabile. Logan non è solo un soldato d'élite; appartiene alla famiglia miliardaria che governa l'economia della loro città e porta con sé cicatrici invisibili che si rifiuta di condividere.

Mentre Allie lotta per i suoi sogni, Logan continua a incrociare il suo cammino, attirandola in un mondo di segreti oscuri e desideri travolgenti. Lui vuole proteggerla da se stesso e dal suo passato, ma l'attrazione tra i due è una forza della natura impossibile da domare. Riuscirà Allie a scalfire la corazza di Logan senza restarne scottata, o i segreti degli Sheridan distruggeranno tutto ciò che sta cercando di costruire?


RECENSIONE

Kate Aster conquista il mio cuore ogni volta: è una scrittrice eccezionale, profonda e toccante.


Le sue storie sono dolci e romantiche, senza far mancare quel pizzico di “spicy” che adoro leggere nei romanzi del genere.


Logan è un ex Navy SEAL che ama il mare; per riavvicinarsi alla sua famiglia decide di congedarsi dall’esercito e tornare nella sua città natale, Newton’s Creek, dove acquista alcune villette da ristrutturare e rivendere. Non ha però alcuna intenzione di lavorare per l’impresa di famiglia.


Allie è una giovane donna generosa e dal cuore grande, sempre pronta a salvare cani abbandonati e in difficoltà. Per aiutare i suoi piccoli amici, arriva persino a fare due lavori.


I due si incontrano in un bar, ma proprio sul più bello Allie si tira indietro, convinta che non lo rivedrà mai più.


Peccato che Logan si sia trasferito lì in pianta stabile e voglia adottare un cane… e chi è la volontaria del rifugio? Proprio la ragazza che la sera prima lo ha piantato in asso.


Allie si sente ferita ed è convinta che Logan le abbia mentito.


L’intera storia è meravigliosa e ben scritta: mi è piaciuto molto come l’autrice sia riuscita a unire due protagonisti apparentemente così diversi, ma in realtà entrambi profondamente sensibili.


La profondità delle loro emozioni è descritta così bene che sono entrata subito in sintonia con loro.


Allie è un vero ciclone, un uragano di energia e ambizioni, mentre Logan è più chiuso: la vita nell’esercito lo ha segnato profondamente.


È una storia semplice, ma capace di colpire dritto al cuore.


Consigliato.


🪄🪄🪄🪄🪄

Marianna

*Ringraziamo la casa editrice e l'autrice per la copia digitale*


lunedì 23 marzo 2026

RECENSIONE: Love song: una nostra canzone d’amore DI Elle Kennedy


 

Titolo: Love song: una nostra canzone d’amore

Autrice: Elle Kennedy

Ce: Newton Compton

Genere: contemporary romance

Data di pubblicazione:17/03/26

Serie: Briar universe novel

Formato: Ebook €6,99 flessible 12,99

AMAZON

 

TRAMA

Dopo una brutta rottura, Blake Logan si rifugia nella casa di famiglia sul lago Tahoe, decisa a chiudere fuori il mondo. Niente uomini, niente complicazioni. Ma il suo piano perfetto va a rotoli quando Wyatt Graham si presenta alla porta. Di quattro anni più grande di lei e con l’incredibile superpotere di accenderla come nessuno mai, Wyatt è il ragazzo che ha calpestato il suo orgoglio quando Blake aveva sedici anni. Ora è un musicista in cerca di ispirazione, e per lui Blake è assolutamente off-limits. Ben presto, però, Wyatt si rende conto che lei non è più la ragazzina di un tempo: è forte, brillante, e la scintilla tra loro è impossibile da ignorare. Un bacio rubato si trasforma in qualcosa di più, in un’estate che sembra perfetta. Finché una tragedia li separa, lasciando dietro di sé solo una scia di ricordi e rimpianti. Qualche tempo dopo, il destino li riporta faccia a faccia. E Blake e Wyatt dovranno scegliere se rimanere ancorati al passato o scrivere insieme il loro futuro.

RECENSIONE

“Blake Logan mi possiede. Cuore, corpo e anima”

 

 

Elle Kennedy è tornata, anche se in realtà non se n’è mai andata davvero, perché leggendo questo libro ho ritrovato esattamente quello che mi mancava: la sua penna, il suo modo di entrare nei personaggi, quell’universo fatto di legami che continuano libro dopo libro e che senti sempre un po’ anche tuoi.

Blake Logan arriva al lago Tahoe con l’idea di spegnere tutto, di chiudere fuori il mondo dopo una rottura che l’ha lasciata più fragile di quanto voglia ammettere, con un piano semplice e rigidissimo che dovrebbe proteggerla da qualsiasi errore, ma che ovviamente smette di funzionare nel momento esatto in cui Wyatt Graham si presenta davanti a lei, riportando con sé tutto quello che Blake aveva cercato di lasciare indietro, compresa quella ferita mai davvero guarita che risale a quando aveva sedici anni e lui, senza nemmeno rendersene conto fino in fondo, aveva calpestato qualcosa di delicato e ancora in formazione.

Wyatt non è solo il passato, è anche il problema, perché è uno di quei personaggi che non fanno nulla per essere irresistibili e proprio per questo lo sono ancora di più; e il punto è che lui è il primo a non volersi avvicinare, è il primo a mettere distanza, a ripetersi che Blake è off-limits, che avvicinarsi a lei significherebbe rovinarla. Questa convinzione diventa la sua prigione, il suo limite, il modo in cui cerca di tenere sotto controllo qualcosa che invece sfugge continuamente.

Blake però non è più quella ragazzina, e questa è una delle cose che ho amato di più, perché lei cresce sotto gli occhi del lettore senza perdere le sue fragilità, ma imparando a riconoscere quelle di Wyatt, a leggere nei suoi silenzi, nei suoi tentativi di allontanarsi, nelle sue contraddizioni, e quello che si crea tra loro non è mai solo attrazione, non è mai solo desiderio, è qualcosa che ha radici più profonde e che si sviluppa anche quando loro stessi cercano di negarlo.

La struttura che alterna passato e presente funziona perché aggiunge strati, perché ti fa vedere come si sono costruiti, come si sono riconosciuti prima ancora di trovarsi davvero, e quando finalmente si incontrano senza filtri non hai la sensazione di assistere a un inizio, ma a qualcosa che esiste già e che sta solo cercando spazio per respirare.

E poi succede qualcosa che cambia tutto, e da lì il libro prende una direzione più dolorosa, più piena, più vera, e quando si ritrovano non sono più gli stessi, devono scegliere se restare ancorati a quello che è stato o provare a costruire qualcosa che tenga conto anche di ciò che li ha spezzati.

Wyatt è il personaggio che mi ha sorpresa di più, perché parte da una convinzione granitica, quella di essere un danno per Blake, e resta fedele a questa idea anche quando tutto dimostra il contrario, fino al momento in cui non ha più modo di difendersi da quello che prova e si ritrova completamente esposto, costretto a guardarsi senza filtri, ed è lì che avviene il cambiamento più forte, quello che non è immediato, non è semplice, ma è credibile.

Blake e Wyatt funzionano perché si vedono davvero, perché riescono a capirsi anche quando non parlano, perché ognuno di loro, nel modo giusto o sbagliato, spinge l’altro a uscire dalla versione più difensiva di sé stesso, e questo rende il loro percorso fatto di passi avanti e indietro, di errori, di scelte che a volte fanno male anche a chi legge.

Ci sono momenti che fanno sorridere (il fantasma del lago e due Spencer, i Golden Boys che ne combinano di ogni, la Chat dei papà), altri che fanno male in modo silenzioso, e nel mezzo c’è quella continuità emotiva che ti tiene dentro la storia senza mai farti staccare, fino a quando arrivi alla fine con quella sensazione piena, come se avessi attraversato tutto insieme a loro.

Io li ho amati e li ho odiati, più di una volta, e credo sia esattamente questo il punto, perché quando succede vuol dire che i personaggi sono arrivati davvero, e sì, lo rileggerei senza pensarci due volte, con quella voglia quasi assurda di poter cancellare tutto e ricominciare da capo senza sapere nulla, solo per rivivere ogni passaggio con la stessa intensità.

 

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Silvia

 

 

 Ringraziamo la casa editrice e l'autore/autrice per la copia digitale.