Post Recenti

Visualizzazione post con etichetta -newton compton editori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta -newton compton editori. Mostra tutti i post

giovedì 30 luglio 2026

RECENSIONE: Daybreak. Splendida finzione di Autumn Woods


 

TITOLO:Daybreak. Splendida finzione

AUTORE:Autumn Woods

CASA EDITRICE: Newton Compton Editori

ISBN: 9788822798794

Pagine: 352

TRAMA

Tradimenti, segreti, vendette. Bentornati a Sorrowsong, dove nulla è come sembra.
Ophelia è arrivata all’Università di Sorrowsong con una missione: distruggere Cain Corbeau-Green. Ma quando conosce Alex, il fi glio del suo nemico – fragile e feroce, brillante e tormentato – tutto cambia. Innamorarsi di lui è insieme la sua salvezza e la sua rovina. Poi arriva un tradimento impensabile. Uno di quelli che spazzano via ogni certezza e che segna la fine di tutto. Costretto a tornare a New York, Alex tenta di seppellire ciò che prova per Ophelia e di salvare il suo impero. Ophelia, invece, resta sola nelle Highlands scozzesi, smarrita, ferita, e con la sensazione crescente di essere osservata. Un persecutore anonimo inizia a tormentarla, minacciando di rivelare prove capaci di incastrarli entrambi per un omicidio avvenuto al campus. Per salvarsi, dovranno fare ciò che temono di più: ritrovarsi. Unire le forze. Affrontare verità che li hanno distrutti una volta. Il loro amore sarà abbastanza forte da proteggerli? Oppure sarà proprio il passato che li lega a diventare la loro minaccia più grande?

RECENSIONE

Ci sono romanzi che si leggono e romanzi che si abitano. Se avete presente quella sensazione tipica di quando si legge su un Kindle e ci si ritrova a evidenziare una frase dopo l'altra — sopraffatti dalla bellezza delle parole —, sapete già cosa aspettarvi da "Daybreak" di Autumn Woods. Il libro offre una quantità tale di passaggi indimenticabili che è quasi impossibile non volerli condividere tutti.

Riprendendo la narrazione esattamente da dove si era interrotto il primo capitolo, Nightshade (di cui Daybreak è il seguito diretto e imprescindibile), l'autrice compie un vero e proprio miracolo narrativo. Se il volume precedente si distingueva per un'atmosfera decisamente più cupa e oppressiva, Daybreak si accende di un piccolo ma potente barlume di speranza. C'è più spazio per il romanticismo, per il respiro e per uno sviluppo dei personaggi che si rivela semplicemente impeccabile.

Il vero fiore all'occhiello di questo seguito è l'equilibrio dei punti di vista. Se in Nightshade la voce di Alex era solo un'eco di pochi capitoli, in Daybreak i POV di Ophelia e Alex si dividono equamente la scena.

Questa scelta permette di esplorare a fondo l'interiorità di Alex: scoprire la sua vita lavorativa, le sue fragilità e il peso delle difficoltà che affronta quotidianamente per non affogare dona al suo personaggio una profondità straordinaria. Risulta magnetico, fragile e al tempo stesso feroce.

Dall'altro lato, il percorso di Ophelia è tra i più toccanti della storia recente del genere. Dopo il trauma subito dai genitori nel primo libro, la sua priorità era stata quella di erigere muri e tenere tutti a distanza. In Daybreak assistiamo a una trasformazione bellissima: Ophelia comincia finalmente ad abbassare le sue difese, ad aprirsi agli altri e a trovare un conforto autentico nelle amicizie femminili, trovando finalmente il proprio posto nel mondo.

La penna di Autumn Woods si conferma rara, lirica ed estremamente fluida, ma è nella delicatezza delle tematiche che l'autrice supera se stessa. La rappresentazione della salute mentale all'interno del libro è gestita con una cura e un rispetto meravigliosi. Si percepisce chiaramente l'attenzione e il tempo che la Woods ha dedicato a questo aspetto per renderlo autentico, senza mai farlo apparire come un mero artificio di trama.

L'autrice dimostra una padronanza magistrale dei tempi narrativi e dei dialoghi — affilati, carichi di sottotesti e mai banali. La sua capacità di legare insieme ogni singolo filo narrativo rende la lettura un'esperienza appagante: non rimangono domande irrisolte né punti in sospeso, solo la sensazione di aver assistito a un'opera compiuta e maestosa.

Daybreak non è solo un seguito riuscito: è una celebrazione dell'autenticità, della guarigione e della resilienza. Autumn Woods firma un romanzo potente che sa far battere il cuore e riflettere sulle ferite che ci portiamo dentro.

Se non avete ancora recuperato Nightshade, avete tutto il tempo per farlo: Daybreak si appresta a essere uno dei libri più discussi, amati e letti dell'anno. Un'opera imprescindibile che conferma la bravura di Autumn Woods nel paronama letterario

🪄🪄🪄🪄🪄

Marianna

*Ringraziamo la casa editrice e l'autrice per la copia digitale*


giovedì 16 luglio 2026

RECENSIONE:LA MAGIA DELLE NOTTI DI LUNA PIENA (The things we water) Mariana Zapata




Titolo: LA MAGIA DELLE NOTTI DI LUNA PIENA

Titolo originale: The things we water
Autore: Mariana Zapata
Editore: Newton Compton editori
Genere: Paranormal Romance
 Data d'uscita: 7 Luglio 2026

AUTOCONCLUSIVO

TRAMA
C’era una volta una ragazza che scoprì la magia, e la sua vita non fu più la stessa…
Nina Popoca ha bisogno di aiuto. Non un aiuto qualunque, ma quello che può trovarsi solo in un luogo sperduto tra le montagne del Colorado: un ranch immenso, dove una comunità di creature magiche vive nascosta dal resto del mondo, cercando pace e sicurezza. Per Nina, quel villaggio potrebbe finalmente svelare i segreti che l’hanno accompagnata per tutta la vita. Domande senza risposta. Origini avvolte nel mistero. Un destino che non ha mai osato guardare in faccia. Certo, trasferirsi lì significa anche convivere con Henri Blackrock, il cugino incredibilmente affascinante della sua migliore amica. Un uomo burbero e scontroso, con cui l’antipatia è immediata. Ma mentre il ranch rivela le sue verità e il pericolo si avvicina, Nina scoprirà che nulla accade per caso. E che, a volte, l’aiuto che cerchiamo si trova proprio dove non avremmo mai pensato, o nell’uomo che non avremmo mai creduto di poter amare…

RECENSIONE

Non sono una grande lettrice di fantasy, ma leggerei qualsiasi cosa scriva Mariana Zapata. Per questo, quando ha pubblicato The Things We Water (La magia delle notti di luna piena), mi ci sono tuffata senza esitazione.

Ho adorato Nina e Henri. La loro storia conserva tutto il fascino tipico dell'autrice, con quella meravigliosa costruzione della relazione che procede lentamente, passo dopo passo, fino a conquistare completamente il lettore. Pur essendo un fantasy, l'ambientazione resta ancorata al nostro mondo, rendendo l'elemento fantastico facile da seguire anche per chi, come me, non frequenta abitualmente il genere.

L'aspetto che ho amato più di tutti è stata la famiglia ritrovata. È uno dei temi che Mariana Zapata sa raccontare meglio e, anche qui, riesce a creare un gruppo di personaggi che ci si ritrova ad amare quasi quanto i protagonisti. Mi è piaciuto anche cercare di capire chi fossero realmente i vari personaggi e quale ruolo avessero nella storia: scoprire, poco alla volta, il funzionamento di questo mondo è stato davvero coinvolgente.

Detto questo, il romanzo mi ha lasciato anche qualche piccola riserva. Se lo confronto con gli altri libri dell'autrice, ho sentito la mancanza di quella profondità emotiva e di quella tensione romantica che, per me, rappresentano il suo marchio di fabbrica. Henri possiede alcuni tratti del classico protagonista burbero e taciturno che tanto amo nei romanzi di Mariana Zapata, ma non raggiunge la stessa intensità emotiva dei suoi personaggi più memorabili.

La vera protagonista del libro, in un certo senso, è la costruzione del mondo fantasy. Si percepisce quanto lavoro e quanta cura Mariana abbia dedicato al folklore, alla mitologia e alle regole che governano questo universo. È una scelta coraggiosa e molto ambiziosa e, proprio perché c'era così tanto da raccontare, in alcuni momenti ho avuto la sensazione che la storia d'amore passasse leggermente in secondo piano.

Nonostante questo, mi è piaciuto tantissimo. Mariana Zapata è stata eccezionale nel mettersi alla prova con un genere completamente diverso da quello che l'ha resa celebre, riuscendo a mantenere intatta la sua voce narrativa e la sua capacità di creare personaggi autentici, pur costruendo un mondo fantasy ricco, originale e affascinante. È una sfida che avrebbe potuto disorientare i suoi lettori più affezionati, ma che lei ha affrontato con coraggio, talento e una cura straordinaria.

Forse la componente romantica non ha raggiunto le stesse vette emotive dei suoi romanzi contemporanei, ma in cambio ho trovato una storia capace di sorprendermi, emozionarmi e farmi desiderare di tornare ancora in questo universo. Ho amato Nina, Henri e tutti i personaggi che li circondano e non posso che applaudire Mariana per aver osato uscire dalla sua comfort zone con un risultato così convincente.

La magia delle notti di luna piena è una lettura coinvolgente, emozionante e diversa da tutto ciò che l'autrice aveva scritto finora. Per me è stata un'esperienza bellissima e la dimostrazione che il talento di Mariana Zapata va ben oltre il romance contemporaneo. Continuerò a leggere qualsiasi cosa scriva, perché, ancora una volta, è riuscita a conquistarmi.

🪄🪄🪄🪄🪄

MARIANNA

*Ringraziamo la casa editrice e l'autrice per la copia digitale*

martedì 26 maggio 2026

RECENSIONE : SUNLIGHT. Luce nel buio DI Devney Perry (Haven River Ranch #2)




Titolo: SUNLIGHT. Luce nel buio 

Serie: Haven River Ranch #2
Autore: Devney Perry
Editore: Newton Compton
Genere: Contemporary Romance
 Data d'uscita: 26 Maggio 2026

Trama
Quando Sasha arriva in Montana spera solo di ricominciare. Di certo non immagina che il suo primo giorno sarà segnato da una buffa disputa per un carrello del supermercato, né che a sedare la lite comparirà l’uomo più affascinante che abbia mai incontrato. Jax Haven, col suo sorriso disarmante e i modi gentili, la prende completamente alla sprovvista, soprattutto quando le chiede di uscire. Sta per accettare, quando lui pronuncia il suo cognome. E il mondo le crolla addosso. Perché Jax è uno dei proprietari dell’Haven River Ranch, il luogo in cui Sasha inizierà a breve a lavorare. Così prende la decisione più sensata per lei: rifiutare. E soprattutto ignorare Jax. Ignorare il suo sorriso, i suoi occhi che sembrano leggerle dentro, la tenacia con cui cerca di avvicinarla e di creare un legame con lei. E ci riesce, almeno fino alla festa annuale del ranch. Qualche bicchiere di champagne e un passo falso mandano in frantumi tutte le sue buone intenzioni. Da quel momento fingere che Jax Haven sia solo un collega diventa impossibile. E quando un’imprevista novità si affaccia nella vita di Sasha, le sue certezze iniziano a vacillare: forse quello che ha sempre temuto non è la distanza da mantenere, ma ciò che rischia di provare davvero…

RECENSIONE


Dopo aver letto Crossroads, avevo già capito che Devney Perry sarebbe diventata una delle mie nuove autrici preferite… ma SUNLIGHT. Luce nel buio ne è stata la conferma definitiva. Ho divorato questo libro in pochissimo tempo e, una volta finito, l’unico pensiero che avevo era: ne voglio ancora. Questa serie ha qualcosa di speciale. La scrittura, l’atmosfera del ranch, i personaggi e il modo in cui le emozioni vengono raccontate riescono a catturarti completamente fin dalle prime pagine.

Anche se la trama è molto diversa rispetto al primo libro, si respira ancora quell’atmosfera cozy e autentica da small town ranch romance che rende Haven River Ranch impossibile da lasciare. Questa volta il protagonista è Jax Haven: cowboy playboy, allergico all’impegno e re delle avventure di una notte. O almeno… così pensa lui, finché nella sua vita non arriva Sasha, la nuova direttrice del resort Haven River.

Tra loro la chimica è immediata, intensa e impossibile da ignorare. Jax è determinato a far abbassare i muri che Sasha si è costruita intorno, mentre lei cerca disperatamente di proteggersi dal rischio di soffrire ancora. E quando una notte di passione porta a una gravidanza inaspettata, tutto cambia. Devo essere sincera: il trope della pregnancy surprise qui funziona benissimo. È uno di quegli elementi che potevano sembrare banali, ma che Devney Perry riesce a rendere incredibilmente emozionanti e realistici.

Quello che ho apprezzato di più è quanto la relazione tra Jax e Sasha sembri vera. Entrambi portano sulle spalle traumi familiari e ferite del passato che influenzano profondamente il loro modo di amare. Sasha è abituata a cavarsela da sola e ha costruito muri altissimi intorno a sé, mentre Jax deve ancora affrontare il peso del rapporto complicato con suo padre e con Lily, la donna che lo ha cresciuto. Il loro percorso non è perfetto né semplice, ma proprio per questo riesce a colpire così tanto.

Ci sono stati momenti in cui avrei voluto urlare contro Sasha affinché si lasciasse andare completamente con Jax… ma allo stesso tempo riuscivo a capire le sue paure e le sue motivazioni. Ed è questo che rende la storia così coinvolgente: i personaggi non sembrano mai costruiti artificialmente, ma autentici, fragili e umani.

Ho adorato anche tutte le storyline secondarie e il ritorno dei personaggi del primo libro. Ritrovare la famiglia Haven e la vita del ranch è stato come tornare in un posto sicuro. Spero davvero che ci sia un terzo volume, perché non sono pronta a lasciare questo mondo e questi personaggi.

Lo stile di Devney Perry continua a conquistarmi: emotivo, scorrevole e capace di creare scene romantiche intense senza mai risultare troppo pesanti. Riesce a bilanciare perfettamente angst, dolcezza e tensione romantica.

SUNLIGHT. Luce nel buio è una storia piena di emozioni, guarigione e amore. Un romance che ti fa sentire a casa e che conferma quanto Devney Perry sia incredibilmente brava a scrivere small town romance intensi e coinvolgenti.

🪄🪄🪄🪄🪄

MARIANNA

*Ringraziamo la casa editrice e l'autrice per la copia digitale*

martedì 5 maggio 2026

RECENSIONE: Mille perfette bugie DI Monica Murphy

 




 

Titolo: Mille perfette bugie

Autrice: Monica Murphy

Ce: Newton Compton

Genere:Contemporary romance

Data di pubblicazione:28/04/26

Serie: no

Formato: Ebook €5,99 , flessibile €12,90

AMAZON

 

TRAMA

Billie Vale mai avrebbe voluto frequentare la Wickham Academy, la scuola più elitaria d’Inghilterra. Eppure è lì che si trova, nascosta dietro l’identità impeccabile di Belinda Winters, e ha un solo scopo: scagionare sua sorella. Isla è in coma, accusata dell’omicidio della sua migliore amica, e non può difendersi. Quindi spetta a Billie scoprire ciò che è accaduto. Alla Wickham, però, nulla è ciò che sembra. Lealtà e menzogne si confondono, la verità è merce rara e chi la possiede la cede solo a caro prezzo. Come se non bastasse, Billie è guardata a vista da due ragazzi diversissimi tra loro – uno, enigmatico, è tenuto a distanza da tutti; l’altro, popolare, è il più amato – ed entrambi le orbitano intorno come se la stessero proteggendo o, peggio, come se stessero tramando contro di lei. E più Billie indaga, più la Wickham rivela la sua vera natura: un luogo che vive di silenzi e bugie, che prospera sull’impunità, dove il potere decide cosa è reale e cosa deve restare sepolto. Man mano che si avvicina a scoprire ciò che è davvero successo alla sorella, Billie si rende conto che alla Wickham i segreti si custodiscono sempre, anche a costo della vita…





RECENSIONE

“Per me è reale, anche dopo tutto quello che è successo.”

 

 

Care romantic fairies,

ci sono storie che iniziano con una domanda semplice e finiscono per trascinarti in qualcosa di molto più complesso. Questo è esattamente quello che succede con A Thousand Perfect Lies.

Billie Vale non sceglie la Wickham Academy. Ci finisce dentro per necessità, con un nome che non è il suo e un obiettivo che pesa più di qualsiasi bugia: dimostrare che sua sorella Isla non è colpevole. Isla è in coma, accusata di aver ucciso la sua migliore amica, e Billie è l’unica che può provare a rimettere insieme i pezzi di una verità che nessuno sembra voler raccontare davvero.

E Wickham… non è solo una scuola. È un sistema chiuso, fatto di famiglie potenti, regole non scritte e silenzi che hanno più valore delle parole. Qui la verità non è qualcosa che si cerca: è qualcosa che si compra, si nasconde o si distrugge.

In mezzo a tutto questo, Billie non è mai davvero sola. Ci sono due presenze costanti: da una parte il ragazzo che tutti evitano, dall’altra quello che tutti vogliono. Due poli opposti, due modi diversi di avvicinarsi a lei, e una sensazione continua che nulla sia davvero come appare. Protezione o controllo? Fiducia o strategia?

Il cuore del romanzo è il mistero, e funziona. La storia si muove tra indizi, sospetti e rivelazioni graduali che portano il lettore a cambiare idea più volte. Non è una lettura che puoi affrontare distrattamente: ogni dettaglio può avere un peso.

La componente romance è presente ma resta in secondo piano rispetto alla tensione narrativa. C’è chimica, c’è attrazione, ma soprattutto c’è quella costruzione lenta di fiducia tra due persone che, prima ancora di scegliersi, devono capire se possono permetterselo.

Billie è determinata, concreta, spesso costretta a muoversi in equilibrio tra ciò che è e ciò che deve fingere di essere. È facile stare dalla sua parte, anche quando sbaglia.

Connor, più chiuso, più segnato, porta con sé un passato che giustifica molte delle sue ombre. E, senza grandi gesti eclatanti, costruisce un legame che si sente.

Intorno a loro ruota un gruppo di personaggi che, poco alla volta, si definiscono meglio. Nessuno è completamente innocente, ma neanche completamente colpevole. Ed è proprio questa zona grigia a rendere tutto più credibile.

La narrazione procede con un ritmo medio per buona parte del libro, lasciando spazio alla costruzione del contesto e delle relazioni. Il finale accelera, chiude rapidamente le linee narrative e punta tutto sull’effetto sorpresa. E sì, alcune rivelazioni arrivano senza troppo preavviso, ma riescono comunque a lasciare il segno.

La scrittura è lineare, chiara, accessibile. Non cerca virtuosismi, ma accompagna bene la storia, mantenendo il focus su trama e dinamiche tra i personaggi. La gestione del mistero è ben calibrata: gli elementi vengono distribuiti con attenzione, abbastanza per incuriosire senza confondere. L’atmosfera è uno dei punti più riusciti: Wickham prende forma come un ambiente chiuso, elegante e allo stesso tempo opprimente, dove ogni silenzio pesa più di una confessione.

È una lettura che scorre, che incuriosisce e che tiene agganciati fino alla fine, soprattutto se amate le storie ambientate in accademie élite piene di segreti. Personalmente, ho apprezzato molto la parte mystery e l’ambientazione; il coinvolgimento emotivo con i personaggi, invece, è stato un po’ più contenuto rispetto ad altri romanzi dello stesso genere.

Resta però una storia che sa intrattenere, con il giusto mix di tensione, dinamiche relazionali e colpi di scena.

E ora ditemi: voi di chi vi fidereste, davvero, alla Wickham?

 

 

🪄🪄🪄🪄🪄


Silvia

 

 

 Ringraziamo la casa editrice e l'autore/autrice per la copia digitale.

giovedì 30 aprile 2026

RECENSIONE: Il mio inizio sei tu: a false start di Elsie Silver (The gold rush ranch #4)

 



Titolo: Il mio inizio sei tu: a false start

Autrice: Elsie Silver

Ce: Newton Compton

Genere:Contemporaryromance

Data di pubblicazione:21/04/26

Serie: the gold rush ranch vol.4

Formato: Ebook €5,99 , flessibile €12,90

AMAZON

 

TRAMA
Griffin e Nadia non volevano rivedersi, ma il destino ha deciso diversamente...

Griffin non avrebbe mai immaginato che un semplice bacio potesse cambiare tutto. E soprattutto non con lei: Nadia Dalca, la sorellina del suo migliore amico, quella che lui ha sempre considerato off-limits per definizione. Troppo giovane per lui, troppo luminosa per la sua vita fatta di silenzi. Eppure è successo. Una notte qualunque, in un bar, si sono trovati vicini. Un attimo sospeso, uno sguardo che diceva più di mille parole e poi quel bacio. Inaspettato, impossibile da dimenticare. Da quel momento, Griffin non riesce più a smettere di pensare a Nadia. È la donna che lo disarma senza provarci, quella che gli fa tornare la voglia di ridere, di sentirsi vivo, di rischiare. E ogni volta che prova a ricordarsi tutte le ragioni per cui dovrebbe starle lontano, lei gli sorride e quelle ragioni svaniscono una dopo l’altra. Nadia, dal canto suo, non ha mai creduto alla versione che il mondo ha cucito addosso a Griffin: il burbero, l’eremita, quello che non si lascia avvicinare. Lei ha visto altro. Ha visto l’uomo che tiene tutti a distanza perché ha paura di ferire ancora. L’uomo che non si crede degno di essere scelto. Avvicinarsi significa rischiare tutto: un’amicizia, una promessa, un equilibrio già fragile. Eppure, nonostante mille buone intenzioni, è impossibile fermarsi…




RECENSIONE

Voglio tutti i tuoi aesso. Tutti i tuoi domani. Voglio tutto con te.”

 

 

Care romantic fairies, qui devo fermarmi un attimo e dirvelo come lo direi a voce, senza filtri: questo quarto volume mi ha toccata in un modo diverso.

 

Perché non è solo una storia d’amore, non è solo il classico “lui migliore amico del fratello + lei off-limits”, che già di suo funziona sempre, ma è qualcosa che scava più a fondo, che entra nelle crepe dei personaggi e ci resta, senza cercare di aggiustarle troppo in fretta.

 

Nadja non è un personaggio facile da amare all’inizio, o meglio, non è semplice da leggere senza sentirsi un po’ spiazzate, perché ha solo ventun anni, ma si porta addosso una storia che pesa molto più della sua età. È cresciuta in una casa dove la violenza era normalità nascosta dietro una facciata perfetta, ha imparato a difendersi prima ancora di capire cosa volesse dire sentirsi al sicuro, e quando finalmente ha avuto la possibilità di scappare ha scelto l’unico modo che conosceva per non sentire: distrarsi, perdersi, usare il proprio corpo, l’alcool, la notte, tutto quello che potesse tenerla lontana da quello che aveva dentro.

 

E poi arriva in Canada, raggiunge Stefan, incontra Mira, e lì succede qualcosa di più silenzioso ma fondamentale, perché lavorare con gli animali, prendersi cura, ricevere quell’amore semplice e senza condizioni, inizia a cambiarla piano, senza strappi, senza promesse facili.

 

Quando entra in scena Griffin, tutto questo percorso si sente.

 

Griffin è il migliore amico di Stefan, quello che dovrebbe essere fuori discussione, quello che non dovrebbe nemmeno essere guardato in quel modo, e invece basta un momento, uno di quelli che non puoi programmare, uno sguardo, un bacio, e niente resta più al suo posto. Lui è il classico uomo che tiene tutti a distanza, quello che si è costruito addosso un’immagine precisa per non rischiare di essere visto davvero, convinto fino in fondo di non essere qualcuno da scegliere, qualcuno da tenere.

 

La cosa che mi ha colpita è che Nadja non si innamora dell’idea che gli altri hanno di lui, ma di quello che vede davvero, e quello che vede è un uomo che ha paura, che si trattiene, che preferisce restare indietro piuttosto che fare male a qualcuno.

 

E qui il libro cambia direzione.

 

Perché non è Nadja che salva Griffin, e non è Griffin che sistema Nadja.

 

È molto più scomodo di così.

 

Lei, il suo fiore di campo, capisce, prima di lui, che amare qualcuno non può significare diventare la sua soluzione, non può voler dire farsi carico delle sue ferite fino a perdersi, e questa è una cosa che mi è arrivata fortissimo, perché non è scontata, non è quella dinamica romantica che spesso troviamo nei libri. Nadja non vuole essere una stampella, non vuole essere quella che tiene in piedi qualcun altro mentre cade lei.

 

Vuole essere scelta, ma anche scegliersi.

 

E Griffin, piano, ci arriva.

 

Arriva a capire che non può restare fermo nella sua convinzione di non meritare nulla, che non può continuare a vivere a metà, e che se vuole davvero stare accanto a Nadja deve prima fare i conti con se stesso, con quello che è e con quello che potrebbe essere.

 

La loro relazione è fatta di esitazioni, di passi indietro, di momenti in cui basterebbe poco per mollare tutto e invece restano, anche quando è complicato, anche quando sarebbe più semplice tornare a come erano prima.

 

Quello che mi è rimasto è proprio questo: l’idea che amare qualcuno non significhi aggiustarlo, ma trovare il modo di crescere insieme senza perdere la propria direzione, diventare qualcosa di migliore anche per chi si ama, ma senza annullarsi.

 

Mi sono affezionata a entrambi in un modo che non mi aspettavo, ho avuto più volte quella sensazione di voler entrare nella storia e dire “fermatevi un attimo, respirate”, e allo stesso tempo non volevo che niente cambiasse, perché tutto, anche gli errori, aveva senso nel loro percorso.

 

E poi, parliamone, questo libro riesce anche a farti sentire ancora di più il legame con tutta la serie, perché i personaggi degli altri volumi ci sono, si intrecciano, continuano a vivere, e i capitoli bonus… uno ti lascia con un sorriso enorme pensando a Vaughn e Billie, l’altro invece ti fa chiudere il libro e restare lì un secondo in più a chiederti seriamente cosa stia succedendo a Chestnut Springs.

 

È uno di quei libri che non solo ti fanno amare due protagonisti, ma ti fanno venire voglia di restare ancora in quel mondo.

 

E io, sinceramente, non sono pronta ad andarmene.

 

 🪄🪄🪄🪄🪄

Silvia

 Ringraziamo la casa editrice e l'autore/autrice per la copia digitale. 


mercoledì 22 aprile 2026

RECENSIONE: Una cenerentola in prima classe DI Rebecca Hope e Tatiana Ohnyeva

 


Titolo: Una cenerentola in prima classe

Autrice: Rebecca Hope e Tatiana Ohnyeva

Ce: Newton Compton

Genere:Contemporaryromance

Data di pubblicazione:14 aprile 2026

Serie: no

Formato: Ebook €5,99 , flessibile €12,90

 

TRAMA

Ava Cunningham ha un problema. Anzi, diciamo pure una montagna di problemi, ma quello più urgente è questo: deve portare una borsa Birkin Himalayan Imperial da un milione di sterline fino al Met Gala. Intera. Senza graffi. Senza perderla. E possibilmente senza avere un esaurimento nervoso lungo il tragitto. Perché quando sei una personal shopper nel grande magazzino più esclusivo del mondo, Beaufort & Bond, il tuo lavoro non è solo scegliere vestiti. È salvare matrimoni spedendo ciambelle glassate in Oman su un jet privato, procurare rotoli di carta igienica monogrammati, vendere fucili a uomini discutibili e persino trovare una carrozzina in oro 24 carati con manici tempestati di zaffiri rosa. In pratica, sei una fata madrina. Peccato che Ava sia più Cenerentola: impeccabile all’apparenza, ma piena di debiti. La missione Birkin per lei potrebbe essere la svolta. Prima, però, deve affrontare un volo Londra-New York con la borsa più rara e desiderata al mondo senza che succeda nulla di catastrofico. Ora dopo ora, mentre l’aereo si avvicina a New York, la tensione sale sempre di più e Ava stringe la Birkin come fosse il suo unico scudo contro il caos. Non sa ancora che, proprio come una moderna Cenerentola, sta correndo verso il suo gran ballo. E forse, tra dogane, taxi e tappeti rossi, il suo principe azzurro non arriverà con una scarpetta di cristallo, ma con un sorriso sfrontato e un cappellino da baseball...




RECENSIONE

“La scarpetta di Cenerentola era di Manolo Blainik?...”

 

 

Care romantic fairies, devo dirvi la verità: quanto mi mancava quella sensazione da “ok, lo finisco in una notte e domani sono uno zombie felice”! E questo libro… mi ha fatto esattamente questo effetto.

Partiamo da qui, perché già basta per farci agganciare: Ava Cunningham, personal shopper nel tempio del lusso Beaufort & Bond, deve trasportare una Birkin Himalayan Imperial da UN MILIONE di sterline fino al Met Gala.

Intera. Intatta. Perfetta.

E io vi chiedo: voi riuscireste a respirare normalmente sapendo di avere tra le mani una borsa che vale più di una casa?

Perché Ava no e io con lei.

Da Londra a New York, ogni momento è una potenziale catastrofe: voli, dogane, imprevisti, incontri improbabili… e quella sensazione costante che qualcosa stia per andare storto. È una corsa contro il tempo, ma anche contro l’ansia, contro le aspettative e contro una vita che, diciamocelo, per Ava è molto meno patinata di quanto sembri.

Ava, infatti, è perfetta fuori, incasinata dentro (e per questo la amo moltissimo), è una protagonista che si infila sottopelle in modo silenzioso e insieme potentissimo. All’apparenza impeccabile, sempre sul pezzo, sempre elegante… ma dentro? Un caos.

E qui mi sono fermata un attimo e ho pensato: ma quanto è reale questa cosa? Quante di noi indossano una versione “perfetta” mentre dentro stanno cercando di tenere insieme tutto?

Ava è una Cenerentola moderna che si costruisce tutto da sola… che vive in un mondo sopra le righe.

Con lei entriamo in un universo completamente folle e irresistibile: clienti assurdi, richieste impossibili, jet privati per consegnare ciambelle in Oman (sì, davvero), oggetti di lusso così esagerati da sembrare surreali.

È quel tipo di mondo che ti fa sgranare gli occhi e dire: ok, non è la mia vita… ma per qualche ora voglio viverci dentro.

E l’autrice riesce a farlo senza mai perdere il ritmo, con una scrittura brillante, ironica, piena di dettagli che non appesantiscono mai, anzi… rendono tutto ancora più vivo.

E poi arriva lui…

Perché sì, c’è anche quella parte lì. Quella che aspettiamo tutte.

Non vi dirò troppo, ma sappiate che non è il classico principe perfetto. È più… sfrontato, inaspettato, reale. E il modo in cui entra nella storia è esattamente quello che serve: una crepa nel controllo perfetto di Ava.

E voi lo sapete: quando il controllo si incrina, iniziano le cose interessanti.

Questo libro funziona perché è leggero senza essere vuoto. Divertente senza essere superficiale. Romantico senza essere prevedibile.

E soprattutto… si legge in poche ore.

Io l’ho divorato. Letteralmente. Di quelli che dici “ancora un capitolo” e poi alzi gli occhi ed è notte fonda.

E sì, ve lo dico: mi mancava tantissimo quella vibe alla I Love Shopping. Quel mix perfetto di ironia, caos, romanticismo e crescita personale. E questa autrice, in modo tutto suo, me l’ha fatta ritrovare.

Una scrittura che non si prende mai troppo sul serio ma sa colpire nei momenti giusti. Dialoghi vivaci, ritmo serrato, una capacità incredibile di farti entrare nella storia e non uscirne finché non hai girato l’ultima pagina.

È una di quelle autrici che, appena finisci il libro, pensi: ok, io questa la voglio seguire.

E adesso lo chiedo a voi:

se vi mettessero tra le mani qualcosa di così prezioso da poter cambiare la vostra vita… riuscireste a proteggerlo o andreste completamente nel panico come Ava?

Io, onestamente? Dopo cinque secondi starei già controllando se è ancora lì.

 

 🪄🪄🪄🪄🪄


Silvia

 

 

 Ringraziamo la casa editrice e l'autore/autrice per la copia digitale.

giovedì 16 aprile 2026

RECENSIONE: White dragonfly. L’anno della libellula bianca DI L. F. Koraline


 

TITOLO: White dragonfly. L’anno della libellula bianca

AUTORE: L. F. Koraline

CASA EDITRICE: Newton Compton Editori

GENERE: Bully romance

SERIE: no

PAGINE: 448

DATA USCITA: 17 marzo 2026


TRAMA


Beth e Rush non potrebbero essere più diversi. Lei appartiene alla comunità Amish di River Lake Creek, dove la vita è scandita da regole severe, preghiera e lavoro. Niente musica, niente tecnologia, niente sogni fuori dal mondo che conosce. Rush Baker, in arte Lake Devil, è l’esatto opposto: star dei social, idolo della Silver Lake School, le sue canzoni parlano di rabbia, vendetta e oscurità. Quando Beth sente per caso la voce di Rush nel bosco, qualcosa si accende dentro di lei. Una scintilla proibita. Ma c’è un dettaglio che ignora: Rush odia tutto ciò che Beth rappresenta. La ragazza lo scopre solamente quando sceglie di vivere il suo anno lontano dalla comunità e si trova a frequentare proprio la scuola di Rush. Lui non la vuole lì. Lei non vuole cedere e andarsene. Ma quando una tragedia misteriosa colpisce entrambi, Beth e Rush si ritrovano uniti da un obiettivo comune: scoprire la verità. Tra indagini, tensioni e un’attrazione che cresce ogni giorno di più, dovranno affrontare il pericolo più grande: innamorarsi, contro ogni regola. 

RECENSIONE

L’anno della libellula bianca. Non poteva esserci titolo migliore, perché questa lettura parla proprio di libertà e della sua ricerca. Parla di purezza,  ingenuità, di quel bianco che aspetta solo di essere colorato. Una tela che aspetta di essere riempita da mille scoperte ed esperienze che vibrano dentro la nostra protagonista che non ha mai avuto  il coraggio di uscire fuori e mostrarsi. Fin quando , un “diavolo" dalla voce melodiosa riesce a svegliare e far urlare quei desideri e la voglia di venir fuori!

E cosi che Beth decide di fare il suo Rumspringa. Lei, ragazza Amish, che non ha mai sentito la necessità di uscire fuori da quel perimetro che chiama casa, ora, ha il desiderio di uscire fuori e scoprire il mondo,  per scegliere se restare e vivere la sua vita fatta di regole, privazioni e giorni tutti uguali, o vivere lì fuori, tra le bellezze e i peccati che il mondo offre.
Il suo diavolo, la tentazione che suona le corde della sua anima,è lo stesso ragazzo che appena varca il cancello della Silver lake school, sarà la sua nemesi. Rush non la vuole lì, tra quelle mura, quelle strade che sono il suo mondo. Prova un odio viscerale verso questo popolazione, e ve lo dico, nei primi capitoli sarà davvero cattivo e odioso, finché Beth, pian piano, riuscirà a superare quei muri costruiti dopo un dolore profondo, che lo ha portato ad essere rabbioso, cinico e spezzato. Lei riesce a vedere oltre, perché lì tra quei campi di girasole, entrambi mettono a nudo le loro anime, le loro paure.
Beth riuscirà a guarire le sue ferite, quelle che non si era mai permesso di  lenire, per non dimenticare. Un dolore comune, una ricerca per scoprire il colpevole e dare pace a quel cuore che si è frantumato troppo presto e con troppa violenza. 
Un amore che nasce come un dono, senza essere cercato,  ma così unico, profondo,  da mettere in discussione ogni cosa.
Una storia indimenticabile che ha un’intensità che riesce a  spiazzarti a toglierti il sonno,  a volerne ancora e a sospirare ad ogni capitolo. 
Beth è una ragazza dalla tela bianca, che vuole colorare ogni sua superficie, ha timore e paura di tutto,  ma la sua gentilezza,  la sua caparbietà, farà uscir fuori, alla Silver Lake, una ragazza non più remissiva, ma altruista e combattente. È stato uno spettacolo vederla difendersi e attaccare a sua volta quel ragazzo dannato che riesce a farle battere il cuore in modo scomposto. Beth ha una trasformazione durante tutto il libro che affascina.
Rush , il ragazzo che si dimostra invincibile e inavvicinabile, si dimostrerà anche un ragazzo ferito, che non ha mai superato la tragedia che lo ha colpito, solo, con tante, troppe preoccupazioni  riversa il suo dolore cantando e suonando. La musica è l’unico balsamo,  finché quella amish che lui pensava di odiare tanto, entra nella sua vita e aggiusta tutti i suoi pezzi rotti. 
Ho amato questa storia per la sua completezza e la profondità che porta con se. È stato molto bello leggere di questa comunità che vive fuori dal mondo. Ho trovato originale l’accostamento, e la storia non è stata per niente scontata. Piena di segreti, rivelazioni e il suo finale che fa tremare la terra sotto i piedi.

🪄🪄🪄🪄🪄

Sogniappesi

*Ringraziamo la casa editrice e l'autrice per la copia digitale*