Titolo:
Il mio inizio sei tu: a false start
Autrice: Elsie Silver
Ce: Newton Compton
Genere:Contemporaryromance
Data di pubblicazione:21/04/26
Serie: the gold rush ranch vol.4
Formato:
Ebook €5,99 , flessibile €12,90
TRAMA
Griffin e Nadia non volevano rivedersi, ma il destino ha
deciso diversamente...
Griffin non avrebbe mai immaginato che un semplice bacio
potesse cambiare tutto. E soprattutto non con lei: Nadia Dalca, la sorellina
del suo migliore amico, quella che lui ha sempre considerato off-limits per
definizione. Troppo giovane per lui, troppo luminosa per la sua vita fatta di
silenzi. Eppure è successo. Una notte qualunque, in un bar, si sono trovati
vicini. Un attimo sospeso, uno sguardo che diceva più di mille parole e poi
quel bacio. Inaspettato, impossibile da dimenticare. Da quel momento, Griffin
non riesce più a smettere di pensare a Nadia. È la donna che lo disarma senza
provarci, quella che gli fa tornare la voglia di ridere, di sentirsi vivo, di
rischiare. E ogni volta che prova a ricordarsi tutte le ragioni per cui
dovrebbe starle lontano, lei gli sorride e quelle ragioni svaniscono una dopo
l’altra. Nadia, dal canto suo, non ha mai creduto alla versione che il mondo ha
cucito addosso a Griffin: il burbero, l’eremita, quello che non si lascia
avvicinare. Lei ha visto altro. Ha visto l’uomo che tiene tutti a distanza
perché ha paura di ferire ancora. L’uomo che non si crede degno di essere
scelto. Avvicinarsi significa rischiare tutto: un’amicizia, una promessa, un
equilibrio già fragile. Eppure, nonostante mille buone intenzioni, è impossibile
fermarsi…
RECENSIONE
“Voglio
tutti i tuoi aesso. Tutti i tuoi domani. Voglio tutto con te.”
Care romantic fairies, qui devo
fermarmi un attimo e dirvelo come lo direi a voce, senza filtri: questo quarto
volume mi ha toccata in un modo diverso.
Perché non è solo una storia
d’amore, non è solo il classico “lui migliore amico del fratello + lei
off-limits”, che già di suo funziona sempre, ma è qualcosa che scava più a
fondo, che entra nelle crepe dei personaggi e ci resta, senza cercare di aggiustarle
troppo in fretta.
Nadja non è un personaggio facile da
amare all’inizio, o meglio, non è semplice da leggere senza sentirsi un po’
spiazzate, perché ha solo ventun anni, ma si porta addosso una storia che pesa
molto più della sua età. È cresciuta in una casa dove la violenza era normalità
nascosta dietro una facciata perfetta, ha imparato a difendersi prima ancora di
capire cosa volesse dire sentirsi al sicuro, e quando finalmente ha avuto la
possibilità di scappare ha scelto l’unico modo che conosceva per non sentire:
distrarsi, perdersi, usare il proprio corpo, l’alcool, la notte, tutto quello
che potesse tenerla lontana da quello che aveva dentro.
E poi arriva in Canada, raggiunge
Stefan, incontra Mira, e lì succede qualcosa di più silenzioso ma fondamentale,
perché lavorare con gli animali, prendersi cura, ricevere quell’amore semplice
e senza condizioni, inizia a cambiarla piano, senza strappi, senza promesse
facili.
Quando entra in scena Griffin, tutto
questo percorso si sente.
Griffin è il migliore amico di
Stefan, quello che dovrebbe essere fuori discussione, quello che non dovrebbe
nemmeno essere guardato in quel modo, e invece basta un momento, uno di quelli
che non puoi programmare, uno sguardo, un bacio, e niente resta più al suo
posto. Lui è il classico uomo che tiene tutti a distanza, quello che si è
costruito addosso un’immagine precisa per non rischiare di essere visto
davvero, convinto fino in fondo di non essere qualcuno da scegliere, qualcuno
da tenere.
La cosa che mi ha colpita è che
Nadja non si innamora dell’idea che gli altri hanno di lui, ma di quello che
vede davvero, e quello che vede è un uomo che ha paura, che si trattiene, che
preferisce restare indietro piuttosto che fare male a qualcuno.
E qui il libro cambia direzione.
Perché non è Nadja che salva
Griffin, e non è Griffin che sistema Nadja.
È molto più scomodo di così.
Lei, il suo fiore di campo, capisce,
prima di lui, che amare qualcuno non può significare diventare la sua
soluzione, non può voler dire farsi carico delle sue ferite fino a perdersi, e
questa è una cosa che mi è arrivata fortissimo, perché non è scontata, non è
quella dinamica romantica che spesso troviamo nei libri. Nadja non vuole essere
una stampella, non vuole essere quella che tiene in piedi qualcun altro mentre
cade lei.
Vuole essere scelta, ma anche
scegliersi.
E Griffin, piano, ci arriva.
Arriva a capire che non può restare
fermo nella sua convinzione di non meritare nulla, che non può continuare a
vivere a metà, e che se vuole davvero stare accanto a Nadja deve prima fare i
conti con se stesso, con quello che è e con quello che potrebbe essere.
La loro relazione è fatta di
esitazioni, di passi indietro, di momenti in cui basterebbe poco per mollare
tutto e invece restano, anche quando è complicato, anche quando sarebbe più
semplice tornare a come erano prima.
Quello che mi è rimasto è proprio
questo: l’idea che amare qualcuno non significhi aggiustarlo, ma trovare il
modo di crescere insieme senza perdere la propria direzione, diventare qualcosa
di migliore anche per chi si ama, ma senza annullarsi.
Mi sono affezionata a entrambi in un
modo che non mi aspettavo, ho avuto più volte quella sensazione di voler
entrare nella storia e dire “fermatevi un attimo, respirate”, e allo stesso
tempo non volevo che niente cambiasse, perché tutto, anche gli errori, aveva
senso nel loro percorso.
E poi, parliamone, questo libro
riesce anche a farti sentire ancora di più il legame con tutta la serie, perché
i personaggi degli altri volumi ci sono, si intrecciano, continuano a vivere, e
i capitoli bonus… uno ti lascia con un sorriso enorme pensando a Vaughn e
Billie, l’altro invece ti fa chiudere il libro e restare lì un secondo in più a
chiederti seriamente cosa stia succedendo a Chestnut Springs.
È uno di quei libri che non solo ti
fanno amare due protagonisti, ma ti fanno venire voglia di restare ancora in
quel mondo.
E io, sinceramente, non sono pronta
ad andarmene.
🪄🪄🪄🪄🪄
Silvia
Ringraziamo la casa editrice e l'autore/autrice per la copia digitale.
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