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giovedì 30 aprile 2026

RECENSIONE: Il mio inizio sei tu: a false start di Elsie Silver (The gold rush ranch #4)

 



Titolo: Il mio inizio sei tu: a false start

Autrice: Elsie Silver

Ce: Newton Compton

Genere:Contemporaryromance

Data di pubblicazione:21/04/26

Serie: the gold rush ranch vol.4

Formato: Ebook €5,99 , flessibile €12,90

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TRAMA
Griffin e Nadia non volevano rivedersi, ma il destino ha deciso diversamente...

Griffin non avrebbe mai immaginato che un semplice bacio potesse cambiare tutto. E soprattutto non con lei: Nadia Dalca, la sorellina del suo migliore amico, quella che lui ha sempre considerato off-limits per definizione. Troppo giovane per lui, troppo luminosa per la sua vita fatta di silenzi. Eppure è successo. Una notte qualunque, in un bar, si sono trovati vicini. Un attimo sospeso, uno sguardo che diceva più di mille parole e poi quel bacio. Inaspettato, impossibile da dimenticare. Da quel momento, Griffin non riesce più a smettere di pensare a Nadia. È la donna che lo disarma senza provarci, quella che gli fa tornare la voglia di ridere, di sentirsi vivo, di rischiare. E ogni volta che prova a ricordarsi tutte le ragioni per cui dovrebbe starle lontano, lei gli sorride e quelle ragioni svaniscono una dopo l’altra. Nadia, dal canto suo, non ha mai creduto alla versione che il mondo ha cucito addosso a Griffin: il burbero, l’eremita, quello che non si lascia avvicinare. Lei ha visto altro. Ha visto l’uomo che tiene tutti a distanza perché ha paura di ferire ancora. L’uomo che non si crede degno di essere scelto. Avvicinarsi significa rischiare tutto: un’amicizia, una promessa, un equilibrio già fragile. Eppure, nonostante mille buone intenzioni, è impossibile fermarsi…




RECENSIONE

Voglio tutti i tuoi aesso. Tutti i tuoi domani. Voglio tutto con te.”

 

 

Care romantic fairies, qui devo fermarmi un attimo e dirvelo come lo direi a voce, senza filtri: questo quarto volume mi ha toccata in un modo diverso.

 

Perché non è solo una storia d’amore, non è solo il classico “lui migliore amico del fratello + lei off-limits”, che già di suo funziona sempre, ma è qualcosa che scava più a fondo, che entra nelle crepe dei personaggi e ci resta, senza cercare di aggiustarle troppo in fretta.

 

Nadja non è un personaggio facile da amare all’inizio, o meglio, non è semplice da leggere senza sentirsi un po’ spiazzate, perché ha solo ventun anni, ma si porta addosso una storia che pesa molto più della sua età. È cresciuta in una casa dove la violenza era normalità nascosta dietro una facciata perfetta, ha imparato a difendersi prima ancora di capire cosa volesse dire sentirsi al sicuro, e quando finalmente ha avuto la possibilità di scappare ha scelto l’unico modo che conosceva per non sentire: distrarsi, perdersi, usare il proprio corpo, l’alcool, la notte, tutto quello che potesse tenerla lontana da quello che aveva dentro.

 

E poi arriva in Canada, raggiunge Stefan, incontra Mira, e lì succede qualcosa di più silenzioso ma fondamentale, perché lavorare con gli animali, prendersi cura, ricevere quell’amore semplice e senza condizioni, inizia a cambiarla piano, senza strappi, senza promesse facili.

 

Quando entra in scena Griffin, tutto questo percorso si sente.

 

Griffin è il migliore amico di Stefan, quello che dovrebbe essere fuori discussione, quello che non dovrebbe nemmeno essere guardato in quel modo, e invece basta un momento, uno di quelli che non puoi programmare, uno sguardo, un bacio, e niente resta più al suo posto. Lui è il classico uomo che tiene tutti a distanza, quello che si è costruito addosso un’immagine precisa per non rischiare di essere visto davvero, convinto fino in fondo di non essere qualcuno da scegliere, qualcuno da tenere.

 

La cosa che mi ha colpita è che Nadja non si innamora dell’idea che gli altri hanno di lui, ma di quello che vede davvero, e quello che vede è un uomo che ha paura, che si trattiene, che preferisce restare indietro piuttosto che fare male a qualcuno.

 

E qui il libro cambia direzione.

 

Perché non è Nadja che salva Griffin, e non è Griffin che sistema Nadja.

 

È molto più scomodo di così.

 

Lei, il suo fiore di campo, capisce, prima di lui, che amare qualcuno non può significare diventare la sua soluzione, non può voler dire farsi carico delle sue ferite fino a perdersi, e questa è una cosa che mi è arrivata fortissimo, perché non è scontata, non è quella dinamica romantica che spesso troviamo nei libri. Nadja non vuole essere una stampella, non vuole essere quella che tiene in piedi qualcun altro mentre cade lei.

 

Vuole essere scelta, ma anche scegliersi.

 

E Griffin, piano, ci arriva.

 

Arriva a capire che non può restare fermo nella sua convinzione di non meritare nulla, che non può continuare a vivere a metà, e che se vuole davvero stare accanto a Nadja deve prima fare i conti con se stesso, con quello che è e con quello che potrebbe essere.

 

La loro relazione è fatta di esitazioni, di passi indietro, di momenti in cui basterebbe poco per mollare tutto e invece restano, anche quando è complicato, anche quando sarebbe più semplice tornare a come erano prima.

 

Quello che mi è rimasto è proprio questo: l’idea che amare qualcuno non significhi aggiustarlo, ma trovare il modo di crescere insieme senza perdere la propria direzione, diventare qualcosa di migliore anche per chi si ama, ma senza annullarsi.

 

Mi sono affezionata a entrambi in un modo che non mi aspettavo, ho avuto più volte quella sensazione di voler entrare nella storia e dire “fermatevi un attimo, respirate”, e allo stesso tempo non volevo che niente cambiasse, perché tutto, anche gli errori, aveva senso nel loro percorso.

 

E poi, parliamone, questo libro riesce anche a farti sentire ancora di più il legame con tutta la serie, perché i personaggi degli altri volumi ci sono, si intrecciano, continuano a vivere, e i capitoli bonus… uno ti lascia con un sorriso enorme pensando a Vaughn e Billie, l’altro invece ti fa chiudere il libro e restare lì un secondo in più a chiederti seriamente cosa stia succedendo a Chestnut Springs.

 

È uno di quei libri che non solo ti fanno amare due protagonisti, ma ti fanno venire voglia di restare ancora in quel mondo.

 

E io, sinceramente, non sono pronta ad andarmene.

 

 🪄🪄🪄🪄🪄

Silvia

 Ringraziamo la casa editrice e l'autore/autrice per la copia digitale. 


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