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sabato 18 novembre 2023

RECENSIONE - Dove sta la felicità - Mary Rood

Titolo: Dove sta la felicità

Autore: Mary Rood

Editore: Literary Romance Edizioni

Genere: Biografie Teatro e Spettacolo

Data di pubblicazione: 1 novembre 2023 

Serie o romanzo autoconclusivo: Autoconclusivo 

Formato e-book € – 1,99 Cartaceo € – 11,34

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Sinossi

Édith Piaf nasce su un marciapiede al numero 72 di Rue Belleville.

Racconta che il padre, corso a cercare un'autoambulanza per soccorrere la moglie, alla quale si erano rotte le acque, avrebbe fatto sosta in ogni bistrot che incontrava, ubriacandosi. La bambina inizialmente è lasciata alle cure della nonna materna, un’ammaestratrice di pulci, alla quale importa ben poco di lei. Considerate le condizioni deplorevoli in cui versa, i genitori la affidano alle cure dell’altra nonna, Louise Léontine Descamps, tenutaria di una casa di tolleranza.

Édith frequenta la scuola elementare sino all'età di otto anni, finché il padre non decide di riprenderla con sé. La piccola si ritrova così a girare la Francia con il Cirque Caroli. Un giorno, davanti a un pubblico poco propenso a elargire denaro, Édith intona la Marsigliese, sbalordendo tutti.

A diciassette anni, nella banlieue di Parigi, conosce Louis Dupont, suo primo amore e padre della sua unica figlia Carolina Dupont.

Questa è solo una parte della sua vita movimentata e ricca di avvenimenti: con questa storia, tra realtà e immaginazione, l’autrice cerca di rendere omaggio a una stella.


Recensione

La solitudine ma anche la forza d’animo e la resilienza, la sensualità e la voce unica di un’icona divenuta mondiale e indimenticabile, sono racchiusi in questo prezioso libro dedicato interamente alla figura di Édith Piaf, in cui Mary Rood sapientemente ci mostra il lato più umano, fragile ma anche tosto, di un’artista semplicemente unica.

Devo dire che avventurarmi in questa breve ma intensa lettura non solo mi ha stupito molto in positivo ma mi ha anche commosso per la forte sensibilità che permea la storia, per tutti gli amori vissuti intensamente dalla protagonista e dalla tenerezza che scaturisce dai suoi occhi.

In effetti è come vedere Piaf mentre scopre le delizie dell’amore, un sentimento che per lei si è addirittura spinto ben oltre ciò che generalmente la massa vede come lecito, giudicando e sicuramente puntando il dito contro senza sapere e senza vedere al di là dei propri limiti.


“Quella sera c’era più fumo del solito, tutto mi dava fastidio, avevo un bisogno continuo di fare pipì, forse avevo la cistite. Solo poche ore prima ero stata con lui nella mia stanza delle bambole. Volevo vederlo, volevo togliermi la benda: possibile che non riuscivo a vedere la persona con cui facevo l’amore un giorno a settimana?”


Una vita difficile quella di Piaf, una vita di passioni ardenti e corse spericolate alla ricerca del vero amore tra un canto libero e l’altro, tra braccia che consoleranno e la faranno emozionare, così come mi sono emozionata io nel leggere soprattutto alcuni aspetti più delicati e toccanti.

Ed è molto poetico il mondo della futura cantante che diverrà celebre ovunque, un universo fatto quasi di rime baciate e non, silenzi, canzoni, e di nuovo silenzi estremi quasi infiniti ed eterni permeati dal dolore della morte e delle assenze che distruggono anima e cuore.

Le descrizioni sono molto curate, i dettagli minuziosi sono importanti ed è interessante il fatto che non siano presenti quasi mai dialoghi all’interno del libro, poiché sembra quasi che l’autrice abbia voluto ricorrere ad un flusso di coscienza forte per imprimere al meglio le impressioni e tutto ciò che riguarda l’empatia rilevata nel libro.

Piaf diviene dunque una donna che è l’emblema della sopportazione e della passione, ama la vita ma allo stesso tempo quasi sfugge e si rifugia nel suo mondo intimo e interiore, quasi avesse dentro sé un microcosmo che inoltre la porta a guardare molto spesso indietro, verso tutto ciò che significa passato e dunque anche al dolore delle rinunce.


“La lontananza era insopportabile. Iniziammo a scriverci lettere su lettere per il troppo desiderio, per la troppa sofferenza. Era come se i nostri cuori avessero bisogno di stare vicini per riuscire a battere.”


Vi è inoltre l’amore inteso come essenza plurima, un tipo di amore che non è legato essenzialmente al sesso nonostante nel libro vi siano sempre accenni sessuali mai volgari ma limitati ad un risvolto emotivo / sensibile, e a tal proposito mi allaccio alla figura di Sabine con cui Édith instaurerà brevemente un rapporto direi saffico e dolce amaro.

La storia di una donna ma anche delle persone che l’hanno conosciuta e con cui ha instaurato rapporti indimenticabili, sia nel bene sia nel male.

Un libro che unisce teatralità e realtà e che con dolcezza ed eleganza accompagna i lettori lungo il percorso intenso e difficilmente narrabile della vita con tutte le sue bellezze e sofferenze.


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Una book blogger tra i fiori 

*Ringraziamo la casa editrice e l’autrice per la copia digitale*


domenica 5 marzo 2023

RECENSIONE - Moulin Rouge - Mary Rood

 


Titolo: Moulin Rouge

Autore: Mary Rood

Editore: Publishing Flower

Genere: Romanzi rosa

Data di pubblicazione: 23 febbraio 2023 

Serie o romanzo autoconclusivo: Autoconclusivo 

Formato ebook € 89 cent – Cartaceo € – 15,60 

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Sinossi

Sophie, una ragazza dalla pelle diafana e i capelli rossi, fuggirà dall’istituto di suore grazie all’aiuto della cuoca Odille, con una valigia di cartone e un biglietto di sola andata per Parigi.
Si ritroverà a bussare a un portone verde sbiadito e una coppia gay le darà ospitalità.
In quella casa sentirà suonare per la prima volta il pianoforte.
Sophie diventerà una sola cosa con la musica.
Conoscerà Simone che con i riccioli di fumo e la sua tazza di tè le entrerà nel cuore.
Conoscerà anche un bambino magro e silenzioso; non gioca con gli altri e gira col gesso in mano, disegnando e colorando ovunque.
Lo strano ragazzino si chiamava Henry De Tolouse Lautrec.
Li unirà un’amicizia speciale che durerà tutta la vita.

A teatro, vestita di nuovo, scoprirà un mondo di dame e cavalieri…
Emozionata il suo sguardo incrocerà gli occhi di un ragazzo nel palco accanto…
Un sorriso…
Come si chiama? L’avrebbe rivisto?

L’istituzione di una nuova assemblea a Versailles e il timore di una restaurazione monarchica farà scatenare il popolo.
A Parigi si costruiranno barricate con sedie, porte, carri e botti…
Sarà il ragazzo del teatro a prendersi cura di lei.
E poi colpi d’arma da fuoco, passaggi segreti, soldati… l’amore…
Passeranno mesi… ma non passerà la paura di averlo perso…
Finché un giorno arrivò una sua lettera… pagine fitte fitte: il viaggio nella stiva della nave, la paura, i morti, l’ammutinamento e la tempesta…
Il lasciapassare per l’America…
David… il suo dottore dall’animo buono.
I loro cuori, uniti dal filo rosso del destino, si ritroveranno?



Recensione:

Una storia che mi ha emozionato molto, poetica e sorprendente in ogni minima sfaccettatura. 

Si tratta di un romanzo breve ma forte, di facile comprensione e di veloce leggibilità, a tratti, molto drammatico, tristissimo ma sempre pregno di speranza e resilienza.

Sophie Dumas, la protagonista assoluta, mi è piaciuta molto per la sua caparbietà, per il suo carattere tosto, e poi anche per il modo in cui riesce a cavarsela nelle situazioni peggiori, sempre a testa alta, sempre pronta a versare lacrime sì, ma non per questo a sentirsi fragile o sottomessa al nemico, in altre parole chi fa abilmente e in modo orribile la guerra. 

Un libro in cui l’amore sembra devastare per davvero gli animi, assomiglia in tutto e per tutto a una croce che pesa sul corpo gracile della povera Sophie che deve inoltre sentirsi in colpa solo perché la natura l’ha voluta bella, e soprattutto con i capelli rossi e gli occhi azzurri... in un’epoca antica in cui si considerava la donna con quelle caratteristiche la personificazione del male.

Un amore bellissimo quello tra lei e David, medico rinomato che la amerà follemente, ma come tutte le passioni che si rispettino ci sarà del malcontento soprattutto perché il destino sembra avercela con loro, e nello sfondo della guerra che vede protagonista la città di Parigi degradata allo sfinimento nelle sue intenzioni di libertà e uguaglianza, ribellione a ciò che è malvagio e perverso, ecco che i due si scontreranno con i nemici del loro stesso amore.


“Che senso aveva un mondo così crudele, di soprusi, di cattiverie, di guerra. Come donna ero stata violata per soddisfare voglie malate e la violenza subita lavorava sotterranea nella mia anima ferita. Pensai di uccidermi. Non ne fui capace.”


In tutto il romanzo, un elemento molto particolare e artistico è la passione per Sophie nei confronti dell’arte e specialmente in quella musicale, suona il pianoforte divinamente e perciò tutti la applaudono e si complimentano con lei, dai suoi amici fino ai più importanti teatri del mondo, compresi quelli di Boston, in America.

Un’ascesa spettacolare quella di Sophie, che non dimentica mai l’umiltà e che purtroppo per lei dovrà fare i conti con un destino strano e con un passato burrascoso e deprimente, davvero scioccante per una bambina.

Un romanzo sulle difficoltà di una Nazione, la Francia, che si vede posta in ginocchio dal nemico, e affranta su ogni aspetto, sia esso morale sia economico o socio politico, senza alcun rispetto per la povera gente, popolazione che non vuole vedere altro se non di nuovo i propri diritti restituiti.

L’autrice ha fatto un ottimo lavoro, perché l’opera si presenta davvero poetica e originale, romantica ma senza sfociare nel melenso e la drammaticità si sfiora sempre con tocco delicato, come il pigiare di Sophie sui tasti bianchi e neri del pianoforte.



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Una book blogger tra i fiori 

*Ringraziamo la casa editrice e l’autrice per la copia digitale*