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sabato 14 giugno 2025

RECENSIONE: L’inizio è alla fine di David Redoschi








Titolo: L’inizio è alla fine
Autore: David Redoschi
Genere: narrativa
Data di pubblicazione:25/10/24
Serie: no
Formato: Ebook €6,99 , flessibile 14,90



TRAMA
La vita a volte arriva a un punto che sembra segnare la fine, ma in realtà può essere solo l'inizio di un nuovo capitolo. C'è sempre una scintilla che può accendere la consapevolezza di trovarsi su una strada diversa, ed è fondamentale riconoscere questo momento e lasciarsi guidare verso una nuova direzione, un nuovo inizio.
Così, il protagonista, ormai avanti con gli anni, si trova a vivere un grande cambiamento nella sua vita, ma non lo affronta da solo: è guidato e sostenuto dall'amore e dalla tenerezza di una sorpresa che invade la sua anima: l'ingenuità e la spontaneità di un bambino, suo nipote.
Questo romanzo rappresenta un manifesto al grande cambiamento che la vita può riservare. Un'opportunità per celebrare la bellezza del legame tra un nonno e suo nipote. Attraverso i loro occhi, scopriamo la magia di una connessione profonda e indissolubile. Una storia che celebra la forza trasformatrice dell'amore ricordandoci che la vita nasconde tesori inestimabili.




RECENSIONE

Ci sono romanzi che arrivano in punta di piedi, senza clamore, ma con la grazia sottile di una carezza sul cuore. "L’inizio è alla fine", opera prima di David Redoschi, è uno di quei libri che non si leggono: si vivono lentamente. Come una passeggiata invernale tra i ricordi, o una conversazione sussurrata tra generazioni che si riconoscono, anche se non si sono mai davvero guardate negli occhi.
Pietro è un uomo che crede di aver già visto tutto. Il tempo lo ha indurito, forse difeso. Ma è proprio quando la vita sembra tirare giù il sipario che accade qualcosa di inatteso. Non un colpo di scena, ma un soffio. Una voce nuova: quella del piccolo Luca. Suo nipote. Un bambino capace, con la sola forza della spontaneità, di scalfire le difese di un nonno silenzioso e restituirgli il coraggio di ricominciare.
Il romanzo non ha fretta. Non rincorre effetti speciali, non cerca consensi facili. Anzi, con uno stile sobrio ed essenziale, a tratti quasi contemplativo, ci invita a rallentare, a prestare attenzione ai dettagli minuscoli, quelli che, spesso, fanno la differenza tra l’esistere e il vivere davvero. Gesti che non si pronunciano, sguardi che sanno parlare da soli, silenzi che scaldano più di mille parole.
Redoschi mostra una sensibilità narrativa che colpisce soprattutto per la tenerezza con cui tratteggia il rapporto tra nonno e nipote. Non idealizza, non edulcora: semmai ascolta, osserva, e lascia che sia il tempo a costruire quella fiducia lenta e profonda che solo chi ha molto da imparare e molto da insegnare può davvero condividere. E in questo scambio, tra l’ingenuità dell’infanzia e la memoria di una vita, si crea un ponte. Un ponte che unisce non solo due generazioni, ma due modi opposti e complementari di guardare il mondo.
Ci sono momenti in cui si percepisce la volontà dell’autore di restare in bilico tra malinconia e speranza. La narrazione procede con un passo regolare, quasi meditativo, e questo può non incontrare il gusto di chi cerca dinamismo o svolte narrative inattese. Ma chi saprà restare dentro la quiete di queste pagine, troverà qualcosa di più raro: l’eco autentica di una verità semplice e luminosa.
Non tutto, però, riesce a raggiungere la stessa intensità emotiva. In alcuni passaggi avrei voluto sentire di più il battito vivo dei personaggi, una voce interna che mi permettesse di avvicinarmi ancora di più alla loro umanità. Il rischio, in una prosa così contenuta, è che l’emozione resti appena sotto la superficie. Eppure, anche in questo, c’è coerenza: perché L’inizio è alla fine non è un romanzo che pretende di spiegare. È un romanzo che accompagna.
Perché leggerlo
Perché parla di rinascita senza retorica.
Perché ci ricorda che anche quando ci sembra tutto perduto, c’è sempre una voce, piccola, viva, imprevista, che può indicarci la strada.
Perché è un inno delicato al ruolo silenzioso e gigantesco che i nonni, spesso, hanno nella nostra storia.
In conclusione
L’inizio è alla fine è una storia che lascia addosso il sapore dei racconti di un tempo, quelli che non si dimenticano. Forse non ti travolge, ma ti resta. E in un mondo che corre, questa è già una conquista.
Consigliato a chi ha voglia di guardarsi dentro, a chi ama le storie che parlano piano ma arrivano lontano. A chi crede, come me, che l’amore vero non sempre grida. A volte, sussurra.

🪄🪄🪄🪄🪄
Silvia
 Ringraziamo la casa editrice e l'autore/autrice per la copia digitale.

sabato 10 febbraio 2024

RECENSIONE - L’usignolo e occhi di cielo - Stefania Chiappalupi


Titolo: L’usignolo e occhi di cielo

Autore: Stefania Chiappalupi 

Editore: Publishing Flower 

Genere: Narrativa

Data di pubblicazione: 14 gennaio 2024

Serie o romanzo autoconclusivo: Autoconclusivo 

Formato e-book € 2,69 – Cartaceo € – 15,00

Link Amazon

Sinossi

“L’usignolo e occhi di cielo”, tratto in parte da avvenimenti realmente accaduti a Roma e Napoli, è un omaggio a tutte le vittime della seconda guerra mondiale. Il libro racconta la storia della giovane Caterina, primogenita di cinque figli di un umile famiglia romana, che durante gli anni del fascismo, viene costretta ad abbandonare gli studi prematuramente per contribuire al sostentamento della sua famiglia. La ragazza ha un unico desiderio, quello di diventare suora, ma il convento, dove aveva inoltrato richiesta per prendere i voti, la rifiuta in quanto priva di una dote da donare all’istituto.

Caterina, dotata di una grande fede Cristiana, accetta la volontà dell’Istituto e continua a cantare nel coro di quest’ultimo, dove fa parte fin da bambina. Durante una celebrazione Eucaristica, la sua voce dolce, ma acuta come il cinguettio di un usignolo, viene notata da Alessandro, un giovane borghese, che non appena la vide, se ne innamora perdutamente. I due convoleranno presto a nozze e dal loro amore nasceranno due figlie Anna e Maria, ma la guerra divamperà presto in Italia mietendo vittime e Alessandro dovrà lasciare la sua sposa per partire per il fronte e raggiungere la Divisione Acqui a Cefalonia.

Questo libro ripercorre, attraverso la storia di Caterina, il dramma di una generazione posta di fronte all’incomprensibile follia della guerra e vuole ricordare Vittorio, morto durante il bombardamento a Roma del 19 luglio 1943, mentre, insieme alla sua fidanzata prestava servizio come volontario presso l'ospedale Umberto I.

Il libro, vuole inoltre ricordare Ornella giovane fanciulla la cui vita è stata spezzata prematuramente a causa della ferocia nazista e Stella piccolo fiore volato in cielo troppo presto, di cui il corpo è stato dilaniato da una bomba, lasciando solo un misero ciuffo di capelli biondi. Ciuffo che ancora oggi la famiglia conserva in sua memoria.


Recensione

L’importanza di questo romanzo, a mio avviso, è concentrata nella forza e nel coraggio di alcuni personaggi che riescono ad affrontare le varie problematiche che la vita pone loro davanti, sempre a testa alta e senza mai perdere la speranza.

Speranza che si traduce in fede cristiana, soprattutto quando si parla di Caterina, la protagonista di quest’opera originale e di spicco nel panorama editoriale degli ultimi tempi.

Un libro che intreccia il romanzesco alla realtà, in un crescendo di sensazioni, sentimenti e paure, in un climax emotivo che lascia il lettore senza parole.


“Durante quella notte non era riuscita a prendere sonno, era rimasta abbracciata alle sue due bambine, accarezzando dolcemente le loro testoline bionde e lisciando di continuo le loro guanciotte rosa.”


Innanzitutto ciò che ha attirato la mia attenzione è stato il titolo poetico e in effetti nella narrazione vi è, in contrasto con le problematiche quotidiane soprattutto nel periodo bellico, molta pacatezza e serenità, vi è quasi un ritorno a quella forma tipicamente in voga negli anni passati (ad esempio nel 1930), di rendere i personaggi umili, semplici, caritatevoli e anche abbastanza parsimoniosi.

“L’usignolo e occhi di cielo”, inoltre è un libro che ho trovato molto bello fin dal principio e in un certo senso credo che lo si possa definire romanzo di formazione in quanto vi è una vera e propria evoluzione nel tempo e nello spazio dei caratteri principali e secondari.


“Mentre camminavano, Maria e Anna erano sempre più incuriosite e iniziarono a tempestare di domande Caterina.”


Emergono, dall’opera, tutte le caratteristiche più belle e anche più significative del personaggio di Caterina, che è così buona, così pacata e mai ribelle, e dunque l’autrice ci mostra un quadro della ragazzina davvero positivo a tal punto che veniamo a conoscenza del suo desiderio più forte ovvero quello di prendere i voti e diventare una sposa di Cristo.

Dato che però ognuno di noi, come è difatti risaputo, ha un destino già segnato, Caterina scoprirà infatti ben presto che nel suo futuro non vi sarà il noviziato e che dunque non diventerà mai una suora.

Ciò che mi è piaciuto molto è stato il rapporto che si instaurerà di lì a breve  con un ragazzo di nome Alessandro che rimarrà incantato dalla voce di Caterina e dalla sua bellezza così fine, infatti la ragazzina è davvero delicata e disciplinata al massimo, tutto in lei è perciò poesia e bontà.

Ho amato tantissimo il personaggio di Alessandro, questa figura quasi ormai introvabile al giorno d’oggi ma anche nei tempi passati, e così il suo essere incredibilmente calmo, docile, la sua pazienza e la genuinità insite in lui per non parlare anche dell’affetto che dimostrerà per Maria e Anna, le due gemelline della coppia.

Ciò che forse mi ha lasciato con l’amaro in bocca è stato il modo in cui la famiglia della stessa Caterina e anche la suocera della stessa ragazza, intervengano decisamente fin troppo nelle sue faccende personali. 

Capisco che a quel tempo vi era purtroppo meno libertà e, da parte dei figli verso i genitori, anche molto più rispetto grazie al cielo, ma credo che in certe parti risulti un po’ troppo pesante il fattore “famiglia che comanda su tutto.”

A parte questo piccolo elemento messo in discussione, il romanzo si legge squisitamente e in breve tempo in quanto è molto scorrevole e raramente ho trovato delle parti noiose, e poi bisogna considerare il valore della storia che, parlando anche di guerra, racchiude in sé il concetto di resilienza nella lotta pacifica in nome della parola amore.


🪄🪄🪄🪄

Una book blogger tra i fiori 

*Ringraziamo la casa editrice e l’autrice per la copia digitale*

mercoledì 29 marzo 2023

Recensione - A muso duro - Sibyl von der Schulenburg


Titolo: A muso duro

Autore: Sibyl von der Schulenburg 

Editore: Golem edizioni 

Genere: Narrativa

Data di pubblicazione: 31 luglio 2022 

Serie o romanzo autoconclusivo: Autoconclusivo

Formato ebook € 5,99 – Cartaceo € – 18,05



Sinossi

Sandro è un trainer di cavalli bisessuale e particolarmente violento nei confronti sia degli umani che degli animali. In seguito a un incidente equestre si ritrova in sedia a rotelle. Sarà Angelica a segnare una svolta nella sua vita anche se lei, ricca e parafiliaca, non desidera che lui torni a camminare. Con l'aiuto di Markus, l'uomo con il quale aveva vissuto una lunga storia d'amore, capirà cosa si cela dietro la benevolenza di Angelica e troverà il modo di uscire dalla gabbia dorata che gli aveva costruito attorno. Parte del ricavato del libro andrà al "Progetto Genny" che, in collaborazione con l'associazione Genny Angels e con il Comitato Italiano Paralimpico, ha la finalità di donare una sedia a rotelle di nuova tecnologia a un disabile.


Recensione

Devo ammettere che in un primo momento il romanzo non mi stava piacendo, lo trovavo monotono e piuttosto ripetitivo e anche fin troppo complesso, ma poi proseguendo la lettura ho notato che la storia diventava sempre più avvincente e affascinante tanto da essere molto bella e diversa da come appariva.

Il protagonista, Sandro Cartullo, è piuttosto strano e originale in tutta la sua bellezza e anche antipatia che all’inizio suscita nel lettore, vi è una sorta di dualismo tra il suo essere paraplegico e quindi costretto, a causa di un incidente, su una sedia a rotelle, e la sua vivacità, il modo in cui si spinge oltre i propri limiti e fa in modo che non sia visto dalla gente come una persona fragile o bisognosa di aiuto.

In realtà Sandro nasconde dei dolori passati, sia per quanto riguarda la sua famiglia e per quanto concerne il burrascoso rapporto con le donne e con il mondo in generale, infatti, l’uomo è sempre stato violento nei confronti del gentil sesso e non è mai stato delicato con gli animali, soprattutto con i cavalli, che hanno un ruolo molto importante nella storia.

Il romanzo “A muso duro” è davvero forte e particolare e inoltre non è mai confusionario nonostante vi siano vari personaggi piuttosto diversi tra loro, infatti, ognuno ha delle caratteristiche proprie importanti e davvero notevoli.


“Sentì la paura impossessarsi del suo stomaco e diventare panico, percepì il peso della sua disabilità come punizione per qualcosa che ancora non era riuscito a definire ma che iniziava ad avere dei contorni.”


I temi davvero rilevanti oltre alla parafilia, alla sessualità e all’erotismo, sono anche la filosofia e la psicologia, infatti, più volte si percepiscono rievocazioni letterarie di grandi pensatori del passato, in un lavoro certosino di rielaborazione davvero lodevole da parte dell’autrice. 

Ho sentito il romanzo, l’ho avvertito in ogni sua piccola e notevole sfumatura, ho provato sensazioni intense mentre m’immedesimavo nel dolore di un uomo che in fondo ha perso tutto, oltre all’uso delle gambe, ma che in cuor suo non perde mai la forza di ricominciare, soprattutto grazie alla passione per la scrittura e a quella per gli animali che lo spingono a credere in se stesso nonostante tutto: i cavalli per l’appunto.

Un romanzo, che insegna a credere nell’impossibile, che avvicina ai sogni più concreti e anche a quelli che per molti sono mere utopie, una storia di rispetto e resilienza, che indaga con eleganza sulle ombre dell’anima, che con delicatezza sfiora le corde della sessualità in cui i protagonisti sono i disabili cui spesso non sono riconosciuti i giusti diritti. 


“Sentan scodinzolò e seguì con lo sguardo il fisioterapista andare al posteggio e caricare il materiale nel portabagagli della sua macchina. Una Mercedes rossa entrò di gran carriera e girò stretta sollevando una fontana di ghiaia.”


Mi sono commossa molto nel leggere questo libro e spero che i lettori, oltre a me, possano cogliere l’effettiva bellezza che è insita nel messaggio di speranza che l’autrice vuole lasciare. 

Vorrei terminare dicendo che è stato un vero onore poter leggere e recensire una storia così intensa scritta con dedizione e cura estrema dei dettagli sia emotivi sia dei luoghi in cui sono ambientate le vicende, ad esempio Pavia oppure Siena. 

Non è scontato trovare un romanzo che sappia emozionare così senza scivolare nel banale o già sentito, anche perché è da rilevare che vi è un’originalità generale non indifferente in tutta la storia e che appassiona in modo incredibile, unendo utile e dilettevole assieme alla crudezza della vita che spesso sa, essere dura e matrigna, ma anche affabile e dolce come chi sa riprendersi dal male stesso di vivere.


🪄🪄🪄🪄🪄

Una book blogger tra i fiori 

*Ringraziamo la casa editrice e l’autrice per la copia digitale* 

lunedì 31 ottobre 2022

RECENSIONE - Vite Intrecciate - Domenico Di Pinto

Titolo: Vite Intrecciate 

Autore: Domenico Di Pinto

Genere: Narrativa

Editore: Editrice GDS

Data uscita: 12 febbraio 2022

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Sinossi

Adam Donovan era certo di avere tutto: il lavoro dei suoi sogni a Seattle, la sua donna, la sua famiglia, i suoi amici. Ma non si metteva quasi mai in discussione. Era sicuro che se avesse recitato abbastanza bene, se fosse stato abbastanza “credibile” tutto sarebbe andato secondo i suoi piani. Tutto sarebbe stato perfetto per tutti; tranne per lui. A scombinare questi suoi piani ci penserà Chris, il migliore amico dai tempi del liceo. Entrambi si ritroveranno ad affrontare un rapporto messo quasi sempre in discussione, tra maree tempestose e quieti momentanee. E sarà proprio in quel momento che Adam, con il cuore in fiamme, dovrà fare i conti con se stesso e con un passato intriso di segreti per mettere in ordine il cuore. Lui sa, però, che l’unico modo per farlo è ascoltarlo. È accettarsi.

 

Recensione

“Tutti gli esseri umani hanno tre vite: una pubblica, una privata e una segreta.“ 

Gabriel García Márquez

Non ho avuto mai nulla in contrario per romanzi lunghi e intrisi di più personaggi, però credo che a tutto ci sia un limite.

La sinossi mi aveva fatto ben sperare, ma andando avanti mi sono trovata un po’ persa quando si intersecavano tutti gli amici con le loro vite che andavano allo sbando, chi per un motivo, chi per un altro e, secondo me, si è perso di vista il legame e tutto ciò che d’importante è susseguito tra Adam e Chris.

La storia di Adam è senza dubbio importante e ben dettagliata, la sua sofferenza, la sua rabbia, il suo impegnarsi a scoprirsi e poi, finalmente, viversi è d’impatto e importante.

La sua sicurezza nell’affrontare il padre e ammettere ciò che è gli ha fatto acquistare moltissimi punti.

Le indecisioni di Chris, il suo non sapersi accettare al punto tale da negare ciò che prova per Adam è stato doloroso da vedersi, eppure sono scelte che bisogna fare con convinzione e quindi è giusto abbandonarsi alla disperazione e alle lacrime.

Dopo tanto penare la svolta che uno si aspetta sia risolutiva e definitiva, ma mi ha lasciato dell’amaro in bocca e adesso per vederne la fine, credo debba aspettare l’uscita del secondo volume, augurandomi che sia l’epilogo e scoprire così cosa ne sarà di Adam, Chris e Levi.

Eh sì, penso che Chris non sia uscito fuori dalla vita di Adam per due motivi, la casa messa in vendita da Adam e acquistata da anonimo e un orologio, regalo di Chris ad Adam.

Aspetterò cosa deciderà di fare Domenico Di Pinto e poi potrò dire la mia su chi si è sempre considerato la vita intrecciata dell’altro.

Ognuno deve farsi una propria idea di ciò che legge, ecco perché consiglio la lettura di questo romanzo.

🪄🪄🪄🪄

Asiul

*Si ringrazia la casa editrice e l’autore per la copia digitale*

sabato 15 ottobre 2022

RECENSIONE - The first boy il cigno nero - Cristiano Pedrini



Titolo: The First Boy il cigno nero

Autore: Cristiano Pedrini

Genere: Narrativa

Formato cartaceo 13,30€

Formato ebook: 2,99€

Data uscita: 25 gennaio 2021

Pagine 264

Pubblicato con Youcanprint

Link Amazon

Sinossi

Lawrence Leyton è il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America. È il primo uomo che ricopre questa importante carica dopo aver dichiarato pubblicamente la sua omosessualità. Christopher Lowen è un giovane ragazzo che, dopo aver messo piede alla Casa Bianca per uno stage, ha rubato il cuore dell'uomo più potente del mondo…Agli occhi di tutti lui è il first boy.

Il loro rapporto è destinato a una brusca evoluzione con il primo viaggio ufficiale che Christopher compirà per raggiungere Limania, un'isola nel Pacifico Sud-Orientale, teatro di misteriosi esperimenti genetici. Il giovane capirà che nulla è come sembra e che lui stesso ha in sé qualcosa che non sapeva di possedere. Sarà l'arrivo sull'isola del Presidente, alla ricerca del suo amato, insieme a un evento raro e imprevisto, a mettere in crisi i sentimenti tra la coppia. A Limania, Lawrence, scoprirà la verità sul misterioso “cigno nero”.


Recensione


La lettura di questo secondo volume dedicato a Christopher e Laurence mi ha lasciato più entusiasta, sarà che l’autore ha pensato bene di intrecciare il tutto con un che di suspense sotto le vesti di una situazione che ha molto del fantasy  e che deve trovare una soluzione. Sarà che Christopher riesce a mettersi nei guai sempre più spesso, ma che nonostante tutto riesca ad uscirne con ottimi risultati, sarà che Laurence è un uomo pacato, sicuro di sé, eppure di fronte all’imprevisto, che non sto qui a descrivere, il timore lo corrode e lo destabilizza.

Nuovi luoghi, nuovi protagonisti intrecceranno la strada del nostro presidente e del suo first boy, ma nulla è scontato, bisogna seguirne i passi fino ad arrivare alla scoperta che lascerà stupiti, ma che è giusta nella sua conclusione e forse sarà indice di una nuova prossima avventura, che troverà ancora una volta i nostri protagonisti testimoni.

Alla prossima


🪄🪄🪄🪄

Asiul

sabato 16 luglio 2022

RECENSIONE - The first boy - Cristiano Pedrini


 


Titolo: The First Boy

Autore: Cristiano Pedrini

Genere: Narrativa

Formato cartaceo 13x20

Formato ebook: epub/mobi e pdf

Data uscita: 23 settembre 2019

Pagine 340

Pubblicato con Youcanprint


Sinossi

Christopher Lowen è stato accettato per uno stage negli uffici della Casa Bianca. Mai avrebbe immaginato che, per un suo progetto, potesse ottenere il permesso di entrare nel famoso Studio Ovale. È talmente meravigliato ed euforico che neanche si rende conto della presenza del Presidente degli Stati Uniti d'America, Lawrence Layton.


Il Presidente è subito colpito dall'intelligenza e dalla spontaneità di Christopher, tanto da ascoltarne i consigli. Da quel momento il ragazzo inizia ad attirare sempre di più le attenzioni di Lawrence e allo stesso tempo il risentimento del suo staff. Come è riuscito infatti, da appena arrivato, a manipolare il Presidente tanto da renderlo giorno dopo giorno più debole agli occhi del popolo americano? Amareggiato e spaventato, Christopher vorrebbe andarsene. Ma riuscirà ad abbandonare Lawrence, proprio quando ha iniziato a capire di ricambiare i suoi sentimenti?


Christopher dovrà imparare ad affrontare le proprie paure, anche se questo dovesse significare di scontrarsi con il mondo intero. Ma se l'amore è in grado di piegare l'uomo più forte del mondo, ben presto Christopher e Lawrence comprenderanno come questa debolezza possa diventare l'arma più potente e miracolosa che possono mostrare al mondo.

Recensione

Ho letto la storia di Lawrence e Christopher attratta dalla sinossi, lettura piacevole, nel finale anche qualche lacrima, sapendo già di un secondo volume non mi sono dispiaciuta arrivata alla fine che sembra essere un tantino frettoloso ed anche con un che di cliffhanger,... l’unica pecca direi i refusi.

Capita spesso di trovarne, soprattutto se la copia non è rifinita, ma essendo passati un paio di anni, i refusi credo siano rimasti ed alcuni ne hanno inficiato la lettura.

Detto questo mi è piaciuto che la storia sia avvenuta in uno degli ambienti che più stuzzicano i desideri di molti, che la differenza di età non abbia compromesso il rapporto tra i due protagonisti, che l’amore quando arriva non si pone 1000 domande, ma è pronto a dare la stessa vita pur di proteggere l’altra metà.

Tutto sommato una lettura che mi ha suscitato qualche emozione e che mi ha rilassato un paio d’ore seduta sul divano.

Adesso tocca scoprire cosa Cristiano Pedrini abbia pensato di scrivere in The First Boy Il Cigno Nero.


🪄🪄🪄 e mezzo

Asiul