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martedì 31 marzo 2026

RECENSIONE: La mia scommessa sei tu: the first runner di Elsie Silver (The gold rush ranch vol.3)


 


Titolo: La mia scommessa sei tu: the first runner

Autrice: Elsie Silver

Ce: Newton Compton

Genere: Contemporary romance

Data di pubblicazione:31/03/26

Serie: The gold rush ranch vol.3

Formato: Ebook €5,99 , flessibile €12,90

 

TRAMA

A Stefan spetta il titolo di nemico pubblico numero uno di Ruby Creek, eppure Mira non riesce a stargli lontano.

A Ruby Creek nessuno vuole avere a che fare con Stefan Dalca. È l’uomo che tutti evitano: un solitario dal passato ingombrante, lo sguardo tagliente e una reputazione discutibile. Stefan preferisce così. Gli bastano i suoi cavalli e il silenzio del suo ranch. Finché Mira Thorne non bussa alla sua porta. La brillante veterinaria del paese lo ha sempre tenuto a distanza, fino al giorno in cui un puledro, rimasto orfano, le lascia un’unica scelta: rivolgersi proprio a Stefan, affinché la sua cavalla possa salvare il piccolo. Lui accetta di aiutarla, ma non senza dettare le sue condizioni. Mira dovrà concedergli in cambio tre appuntamenti, seguendo tre semplici regole: non dovrà dirlo a nessuno, non dovrà toccarlo e, soprattutto, non dovrà innamorarsi di lui. Più facile a dirsi che a farsi. A ogni uscita, Mira scopre un uomo ben diverso dal “cattivo” di cui Ruby Creek sussurra da anni. Un uomo che la osserva con un’intensità capace di scompaginarle l’anima. Che la ascolta come nessuno ha mai fatto. Che sotto la scorza da fuorilegge nasconde un cuore che non dovrebbe desiderare e che, invece, la attrae ogni giorno di più. Così, all’improvviso, Mira si rende conto che infrangere le regole non le è mai parso più giusto…



RECENSIONE

“Forse il ragazzino distrutto dentro di me vuole solo che lei mi tratti con l’atteggiamento che riserva ai cavalli. Con amore.”

 

Care romantic fairies, qui devo dirvelo subito senza girarci intorno: non me lo aspettavo.

Perché Stefan, fino a questo momento, era quello che si guarda da lontano, quello su cui tutti hanno già deciso cosa pensare senza nemmeno provarci davvero, quello etichettato come arrogante, ricco, intoccabile, quello che a Ruby Creek chiamano senza troppi problemi “Stefan il cogli…” e invece questa è stata la storia che mi ha presa di più, quella che mi ha fatto sentire molte emozioni.

Siamo nel terzo volume della serie Gold Rush e questa volta al centro ci sono lui e Mira, la veterinaria che avevamo già imparato ad amare nei libri precedenti, sempre così composta, così precisa, quasi distante e fredda e invece qui si apre in un modo che non mi aspettavo.

Stefan vive esattamente come tutti lo immaginano: isolato, lontano, chiuso nel suo ranch, circondato solo dai cavalli e da un silenzio che sembra scelta ma in realtà è difesa. Ha costruito quella facciata nel tempo, non per gioco, ma per necessità, perché crescere con un padre violento e perdere nel modo peggiore possibile l’unica persona che lo aveva amato davvero ti insegna che affezionarsi è pericoloso, che tutto quello a cui tieni può rompersi, e che forse è meglio non rischiare proprio.

E infatti lui questo fa: non rischia.

Si prende cura della sorella più piccola, porta avanti quel sogno che apparteneva a sua madre, la scuderia, i cavalli, una vita che ha senso solo se resta sotto controllo, solo se non entra nessuno a complicarla.

Finché non arriva Mira, con la quale inizia solo un gioco innocente, quello di chiederle sempre di uscire con lui, tanto non accetta mai.

La vicinanza “forzata” nasce da una necessità concreta, da un puledro da salvare, da una richiesta che lei non può evitare e da un sì che lui concede imponendo delle regole che dovrebbero tenerlo al sicuro: tre appuntamenti, niente parole in giro, nessun contatto, nessun coinvolgimento.

Regole che esistono solo perché lui è il primo a sapere che non basteranno.

Mira è l’opposto di quello che Stefan si permette di avere nella sua vita, ed è questo che mi è piaciuto di più, perché lei non arriva per salvarlo, non arriva per cambiarlo, arriva con il suo modo di essere, con quella cura che la definisce completamente, nel lavoro e nelle relazioni. È attenta, è presente, è capace di vedere senza invadere, e questa cosa lui la percepisce subito, la riconosce, la desidera prima ancora di accettarlo.

La parola che mi è rimasta addosso leggendo è proprio questa: cura.

La cura di Mira nei gesti, nelle mani, nel modo in cui si prende carico degli altri senza mai perdere sé stessa, e la risposta di Stefan a questa cosa, che non è immediata, non è semplice, ma cresce piano, nel modo in cui lui inizia a voler essere diverso, non per cambiare, ma per proteggere qualcosa che finalmente sente di voler tenere.

E lì succede tutto.

Perché Stefan è convinto fino in fondo di non essere in grado di amare senza distruggere, di non poter essere un posto sicuro per nessuno, e vedere questa convinzione incrinarsi, passo dopo passo, è stato il cuore del libro.

Mira, invece, è molto più di quello che sembrava, è forte senza bisogno di dimostrarlo, è indipendente ma non distante, è anche timida, a tratti impacciata, e proprio per questo incredibilmente vera. Ha una voce delicata, ma non fragile, e il modo in cui si avvicina a Stefan non è mai invadente, è rispettoso, coerente con chi è.

Quello che nasce tra loro non è immediato, non è esplosivo nel senso classico, è qualcosa che si costruisce nello spazio che si concedono, nelle regole che provano a mantenere e che inevitabilmente si incrinano, negli sguardi che dicono molto più di quello che si permettono di dire.

E quando capisci che lui la sta guardando non solo per quello che è, ma per quello che potrebbe diventare nella sua vita, lì cambia tutto, perché non è più solo attrazione, non è più solo desiderio, è bisogno di avere accanto qualcuno che sappia prendersi cura… e allo stesso tempo essere protetto senza essere limitato.

È una storia che lavora tanto sui personaggi, sulle loro ferite, su quello che credono di meritare e su quello che invece, lentamente, iniziano ad accettare.

E sì, tra tutti, questo è quello che mi è rimasto di più.

Perché Stefan non è quello che pensavamo.

E Mira è esattamente quella di cui aveva bisogno, anche quando lui era convinto del contrario.

 

 🪄🪄🪄🪄🪄

Silvia

 

 

 Ringraziamo la casa editrice e l'autore/autrice per la copia digitale.


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