Titolo:
A Boy Called Rainbow
Autore:
Robin Knight
Editore:
Triskell Edizioni
Genere:
Romance MM, Contemporary
Data di pubblicazione:
21 gennaio 2026
Serie o Romanzo Autoconclusivo: Autoconclusivo
Formato:
Ebook 4,99€ Cartaceo 14,63€
TRAMA
A volte l’amore non guarisce le ferite.
Le rende degne di essere vissute.
L’amore ha mille colori… e a volte nasce quando tutto il resto
crolla.
Miles Tate è a un passo dal realizzare il suo sogno: aprire una
galleria d’arte a New York. Ma quando i suoi piani vanno in frantumi, è
costretto a lasciare la città e accettare un incarico ben pagato nella
tranquilla Hope’s Bluff, in Georgia.
Valutare la collezione di un artista defunto dovrebbe essere
semplice, se non fosse per il nipote: un giovane affascinante e irrequieto,
segnato da segreti profondi e da un talento che brucia sotto la pelle. Tutti lo
chiamano Rainbow.
Tra scontri, attrazione e ferite mai rimarginate, Miles scopre
che dietro la rabbia di Rainbow si nasconde un’anima fragile e luminosa. Ma
entrambi portano con sé il peso del passato, e amare significa rischiare tutto.
Miles se ne andrà quando il lavoro sarà finito…
O troverà il coraggio di restare e lasciarsi amare da un ragazzo
chiamato Rainbow?
CITAZIONI:
“Spezzò in
due il fil di ferro, raccolse il blocco note e scrisse: Non ti piace quello che
vedi?
Come avrei
potuto rispondere senza mentire?
«Dico solo
che passi molto tempo senza magliette addosso.»
Scrisse: Sei
fortunato che mi sia messo i jeans. Di solito dipingo nudo.
Stava
flirtando? Il suo atteggiamento da mascalzone rendeva difficile capirlo.”
“Stomp!
Sospirai
profondamente. «Sai, sarebbe fantastico se riuscissimo a trovare un modo di
comunicare diverso dal pestare i piedi sul pavimento.»
Stomp!
«Come non
detto,» borbottai.”
RECENSIONE:
Questa è la storia di Tate, un uomo
che da un momento all’altro si ritrova sbalzato via dalla sua vita e da tutte
le certezze che si era costruito.
Scopre che il suo ragazzo non l’ha
mai amato, che le sue amicizie in realtà sono sempre solo state conoscenze
approfittatrici, che il suo grande sogno quasi raggiunto ormai è destinato a
non realizzarsi mai…
.
Davanti a questa disastrosa realtà
il crollo emotivo è inevitabile e Tate decide quindi di cambiare ambiente e di
accettare un lavoro in cui dovrà valutare delle opere d’arte.
Esse però si trovano in una casa un
po' dismessa in cui è presente Rainbow, un ragazzo sordo ed eccentrico, con un
animo sensibile e con una grande percezione artistica.
.
L’unione di questi due mondi così
diversi porterà inizialmente a scontri e incomprensioni finchè Tate non
comprenderà l’animo così appassionato e puro dell’altro, finendo per
capitolare.
.
Mi sono piaciute tantissimo le
interazioni iniziali tra i due, il modo di Tate di cercare di capire Rainbow
che invece, quasi come un’istrice, ha l’istinto di pungere per difendersi. La
scoperta del linguaggio dei segni, del topolino che abita la casa, gli sguardi
che contengono mille parole, il timore di essere feriti e rifiutati.
.
Tutto questo è ben espresso nella
prima metà del libro in cui i due protagonisti si conoscono mano a mano creando
uno slow burn degno di questo nome. La seconda parte l’ho invece trovata più
rapida essendo caratterizzata da un avvicinamento troppo veloce, che mi è
sembrato poco convincente e troppo in contrasto con la prima parte.
.
Ho amato il ruolo dell’arte nel
libro e le piccole nozioni che sono presenti ogni inizio capitolo e che si
ricollegano con Rainbow e con la narrazione. Egli mi ha anche ricordato a
tratti Xander della serie di Saxon James e per questo non ho potuto che
adorarlo già dalle prime pagine in cui compare.
.
Come altri personaggi è impossibile
non provare simpatia per Delphine e i suoi innumerevoli gatti. Essa assolve
meravigliosamente il ruolo di mamma della storia, facendo anche da cupido per i
protagonisti.
.
Le scene esplicite tra i personaggi
ci sono ma arrivano molto dopo e sono non prevalenti. È chiaro come esse
abbiano il ruolo di esprimere maggiore intimità tra i personaggi e non siano
fini a loro stesse.
.
Ciò che ho apprezzato leggermente
meno è stato come è stata trattata la disabilità, decisamente troppo edulcorata
e poco credibile in alcuni punti, nonostante la premessa iniziale anticipasse
in parte questo tema. Il finale anche è in linea con l’edulcorazione generale
dell’opera risultando decisamente troppo semplicistico e favolistico
considerando i temi e le problematiche trattate (anche al di là della sordità).
Oltre ciò ho trovato diversi errori
di tempi verbali, soprattutto congiuntivi che più volte mi hanno fatto storcere
il naso.
.
Nonostante questo è comunque
un’opera che consiglio contenendo una coppia molto dolce e tematiche come
l’arte e la disabilità a me molto care.
🪄🪄🪄🪄
Why_girls_love_yaoi
Grazie a Triskell Edizioni e a Robin
Knight per la copia digitale.

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