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lunedì 23 marzo 2026

RECENSIONE: Love song: una nostra canzone d’amore DI Elle Kennedy


 

Titolo: Love song: una nostra canzone d’amore

Autrice: Elle Kennedy

Ce: Newton Compton

Genere: contemporary romance

Data di pubblicazione:17/03/26

Serie: Briar universe novel

Formato: Ebook €6,99 flessible 12,99

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TRAMA

Dopo una brutta rottura, Blake Logan si rifugia nella casa di famiglia sul lago Tahoe, decisa a chiudere fuori il mondo. Niente uomini, niente complicazioni. Ma il suo piano perfetto va a rotoli quando Wyatt Graham si presenta alla porta. Di quattro anni più grande di lei e con l’incredibile superpotere di accenderla come nessuno mai, Wyatt è il ragazzo che ha calpestato il suo orgoglio quando Blake aveva sedici anni. Ora è un musicista in cerca di ispirazione, e per lui Blake è assolutamente off-limits. Ben presto, però, Wyatt si rende conto che lei non è più la ragazzina di un tempo: è forte, brillante, e la scintilla tra loro è impossibile da ignorare. Un bacio rubato si trasforma in qualcosa di più, in un’estate che sembra perfetta. Finché una tragedia li separa, lasciando dietro di sé solo una scia di ricordi e rimpianti. Qualche tempo dopo, il destino li riporta faccia a faccia. E Blake e Wyatt dovranno scegliere se rimanere ancorati al passato o scrivere insieme il loro futuro.

RECENSIONE

“Blake Logan mi possiede. Cuore, corpo e anima”

 

 

Elle Kennedy è tornata, anche se in realtà non se n’è mai andata davvero, perché leggendo questo libro ho ritrovato esattamente quello che mi mancava: la sua penna, il suo modo di entrare nei personaggi, quell’universo fatto di legami che continuano libro dopo libro e che senti sempre un po’ anche tuoi.

Blake Logan arriva al lago Tahoe con l’idea di spegnere tutto, di chiudere fuori il mondo dopo una rottura che l’ha lasciata più fragile di quanto voglia ammettere, con un piano semplice e rigidissimo che dovrebbe proteggerla da qualsiasi errore, ma che ovviamente smette di funzionare nel momento esatto in cui Wyatt Graham si presenta davanti a lei, riportando con sé tutto quello che Blake aveva cercato di lasciare indietro, compresa quella ferita mai davvero guarita che risale a quando aveva sedici anni e lui, senza nemmeno rendersene conto fino in fondo, aveva calpestato qualcosa di delicato e ancora in formazione.

Wyatt non è solo il passato, è anche il problema, perché è uno di quei personaggi che non fanno nulla per essere irresistibili e proprio per questo lo sono ancora di più; e il punto è che lui è il primo a non volersi avvicinare, è il primo a mettere distanza, a ripetersi che Blake è off-limits, che avvicinarsi a lei significherebbe rovinarla. Questa convinzione diventa la sua prigione, il suo limite, il modo in cui cerca di tenere sotto controllo qualcosa che invece sfugge continuamente.

Blake però non è più quella ragazzina, e questa è una delle cose che ho amato di più, perché lei cresce sotto gli occhi del lettore senza perdere le sue fragilità, ma imparando a riconoscere quelle di Wyatt, a leggere nei suoi silenzi, nei suoi tentativi di allontanarsi, nelle sue contraddizioni, e quello che si crea tra loro non è mai solo attrazione, non è mai solo desiderio, è qualcosa che ha radici più profonde e che si sviluppa anche quando loro stessi cercano di negarlo.

La struttura che alterna passato e presente funziona perché aggiunge strati, perché ti fa vedere come si sono costruiti, come si sono riconosciuti prima ancora di trovarsi davvero, e quando finalmente si incontrano senza filtri non hai la sensazione di assistere a un inizio, ma a qualcosa che esiste già e che sta solo cercando spazio per respirare.

E poi succede qualcosa che cambia tutto, e da lì il libro prende una direzione più dolorosa, più piena, più vera, e quando si ritrovano non sono più gli stessi, devono scegliere se restare ancorati a quello che è stato o provare a costruire qualcosa che tenga conto anche di ciò che li ha spezzati.

Wyatt è il personaggio che mi ha sorpresa di più, perché parte da una convinzione granitica, quella di essere un danno per Blake, e resta fedele a questa idea anche quando tutto dimostra il contrario, fino al momento in cui non ha più modo di difendersi da quello che prova e si ritrova completamente esposto, costretto a guardarsi senza filtri, ed è lì che avviene il cambiamento più forte, quello che non è immediato, non è semplice, ma è credibile.

Blake e Wyatt funzionano perché si vedono davvero, perché riescono a capirsi anche quando non parlano, perché ognuno di loro, nel modo giusto o sbagliato, spinge l’altro a uscire dalla versione più difensiva di sé stesso, e questo rende il loro percorso fatto di passi avanti e indietro, di errori, di scelte che a volte fanno male anche a chi legge.

Ci sono momenti che fanno sorridere (il fantasma del lago e due Spencer, i Golden Boys che ne combinano di ogni, la Chat dei papà), altri che fanno male in modo silenzioso, e nel mezzo c’è quella continuità emotiva che ti tiene dentro la storia senza mai farti staccare, fino a quando arrivi alla fine con quella sensazione piena, come se avessi attraversato tutto insieme a loro.

Io li ho amati e li ho odiati, più di una volta, e credo sia esattamente questo il punto, perché quando succede vuol dire che i personaggi sono arrivati davvero, e sì, lo rileggerei senza pensarci due volte, con quella voglia quasi assurda di poter cancellare tutto e ricominciare da capo senza sapere nulla, solo per rivivere ogni passaggio con la stessa intensità.

 

 🪄🪄🪄🪄🪄

Silvia

 

 

 Ringraziamo la casa editrice e l'autore/autrice per la copia digitale.

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