Titolo: 703 minuti
Autore: L.F. Koraline
Editore: Newton Compton Editori
Genere: Rosa / Spicy
Data di pubblicazione: 15 novembre 2018
Serie o romanzo autoconclusivo: Serie
Formato ebook € – 2,99 Cartaceo € – 3,70
Sinossi
Recensione
Koraline è ormai risaputo essere un’autrice versatile e dalla penna sensuale, atipica e originale a livelli davvero altissimi, ma devo dire che in questo quarto volume della serie si è superata notevolmente, dando al romanzo quel tocco di brio che non solo non guasta, ma lo rende ancora più intrigante e per alcuni aspetti, dolcemente proibito e ammaliante.
Stavolta il focus del libro è rivolto principalmente verso Amanda, figlia adottiva di Eden e Damon. È senza dubbio una giovanissima ribelle e senza scrupoli, diversa da tante altre ragazze che vorrebbero essere adottate pur di scappare o meglio evadere per sempre dalla condizione in cui vivono all’istituto Saint Peter.
Il fatto che il romanzo ruoti attorno alla sua figura espressiva controversa e che invece soprattutto Damon sia diventato nel tempo, così quieto, calmo e per niente prepotente o irascibile, tutto questo rende la storia ancora più appassionante poiché vi è una vera evoluzione del carattere dei personaggi, soprattutto di quelli principali, ma è importante rilevare e porre l’accento sulla figura di Sean Davis che, perlomeno per quanto mi riguarda, lo vedo un po’ come lo stesso Damon di un tempo, pieno di rabbia, di amore taciuto e colmo di vendetta nei confronti del mondo.
Per quanto riguarda invece la giovane Amanda e il modo con cui si approccia per la prima volta a Sean, soprattutto a livello sentimentale e romantico, ma anche sensualissimo, mi ricorda la stessa Eden dei primi tempi, quando nel primo romanzo aveva fatto appunto la conoscenza graditissima di Damon.
“E ancora una volta i giorni diventano settimane e le settimane diventano mesi. Josue non è più tornato a casa e di lui non abbiamo avuto più alcuna notizia. Ci resta solo la parola di Damon che ci assicura che sta bene e presto farà ritorno. Penso spesso a Josue. Mi manca la sua presenza costante, il suo profumo, i suoi baci.”
Non è semplice scrivere dei romanzi che riescano a catturare l’attenzione in questa maniera, eppure Koraline ha la bravura innata della scrittrice che tutto può e magicamente sembra mescolare con cura e dedizione gli ingredienti perfetti per una storia che non si può dimenticare e che merita tutta l’attenzione possibile.
I romanzi di Koraline sono sempre permeati da un alone di mistero, di drammaticità e di sensualità davvero forti, riescono a toccare svariati argomenti e corde dell’animo con eleganza e abile maestria.
Inoltre, questo volume devo dire che mi è piaciuto molto più dei precedenti, ma anche gli altri libri li ho amati uno per uno solo che in questo ho trovato maggiore completezza e serenità, sicuramente una più intensa e decisa trepidazione, più affinità elettiva tra i protagonisti e poi il tema della famiglia è davvero sorprendente e fantastico.
“Una fitta mi colpisce le tempie, come se mi avessero appena trafitta con un ferro rovente. La mia memoria corre veloce, a ritroso, come una vecchia pellicola in bianco e nero. Ricordo i miei primi giorni in istituto. Gli uomini vestiti di bianco. Mi chiedevano di dimenticare.”
Insomma, in conclusione posso dire che l’autrice resta ancorata al suo stile e anzi, riesce con estrema facilità e chiarezza, a far sì che il lettore si senta catapultato all’interno della storia in modo semplicissimo e direi anche ancor più poeticamente e artisticamente di quanto non accadesse prima, visto che in questo romanzo si utilizza un modo ancor più singolare di fare prosa che si avvicina a livello semantico e narrativo al mito leggendario, senza mai essere fuorviante ma anzi ampliando conoscenza e bellezza all’opera.
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Una book blogger tra i fiori
*Ringraziamo la casa editrice e l’autrice per la copia digitale*

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