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martedì 18 luglio 2023

RECENSIONE - 703 minuti - L.F. Koraline


 

Titolo: 703 minuti

Autore: L.F. Koraline

Editore: Newton Compton Editori

Genere: Rosa / Spicy 

Data di pubblicazione: 15 novembre 2018

Serie o romanzo autoconclusivo: Serie

Formato ebook € – 2,99 Cartaceo € – 3,70

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Sinossi

Il nuovo bestseller dell'autrice L.F. Koraline ai primi posti delle classifiche
- 703 minuti è il quarto capitolo della serie -

Damon ha capito che la missione della sua vita è proteggere la famiglia, dedicarsi con tutto se stesso alla donna che ama ed essere un buon padre. Vive insieme alla sua Eden in una prigione dorata perché, nonostante il loro sogno d'amore sia diventato ormai una splendida realtà, il mondo lì fuori è in agguato. E una minaccia oscura si addensa all'orizzonte. Amanda, la giovane figlia adottiva di Eden e Damon, è sempre stata una ribelle. Le rigide regole di casa Blake le stanno strette. Affascinata dalla verità che ha scoperto su Sean Davis, decide di partire per il Giappone per cercarlo. Sull'isola di Hokkaido, Amanda si troverà finalmente faccia a faccia con il maestro maledetto e con la sua follia, mentre a New York Damon e Eden dovranno fare i conti con un passato pronto a tornare per distruggere ogni cosa...


Recensione


Koraline è ormai risaputo essere un’autrice versatile e dalla penna sensuale, atipica e originale a livelli davvero altissimi, ma devo dire che in questo quarto volume della serie si è superata notevolmente, dando al romanzo quel tocco di brio che non solo non guasta, ma lo rende ancora più intrigante e per alcuni aspetti, dolcemente proibito e ammaliante.

Stavolta il focus del libro è rivolto principalmente verso Amanda, figlia adottiva di Eden e Damon. È senza dubbio una giovanissima ribelle e senza scrupoli, diversa da tante altre ragazze che vorrebbero essere adottate pur di scappare o meglio evadere per sempre dalla condizione in cui vivono all’istituto Saint Peter.

Il fatto che il romanzo ruoti attorno alla sua figura espressiva controversa e che invece soprattutto Damon sia diventato nel tempo, così quieto, calmo e per niente prepotente o irascibile, tutto questo rende la storia ancora più appassionante poiché vi è una vera evoluzione del carattere dei personaggi, soprattutto di quelli principali, ma è importante rilevare e porre l’accento sulla figura di Sean Davis che, perlomeno per quanto mi riguarda, lo vedo un po’ come lo stesso Damon di un tempo, pieno di rabbia, di amore taciuto e colmo di vendetta nei confronti del mondo.

Per quanto riguarda invece la giovane Amanda e il modo con cui si approccia per la prima volta a Sean, soprattutto a livello sentimentale e romantico, ma anche sensualissimo, mi ricorda la stessa Eden dei primi tempi, quando nel primo romanzo aveva fatto appunto la conoscenza graditissima di Damon.


“E ancora una volta i giorni diventano settimane e le settimane diventano mesi. Josue non è più tornato a casa e di lui non abbiamo avuto più alcuna notizia. Ci resta solo la parola di Damon che ci assicura che sta bene e presto farà ritorno. Penso spesso a Josue. Mi manca la sua presenza costante, il suo profumo, i suoi baci.”


Non è semplice scrivere dei romanzi che riescano a catturare l’attenzione in questa maniera, eppure Koraline ha la bravura innata della scrittrice che tutto può e magicamente sembra mescolare con cura e dedizione gli ingredienti perfetti per una storia che non si può dimenticare e che merita tutta l’attenzione possibile.

I romanzi di Koraline sono sempre permeati da un alone di mistero, di drammaticità e di sensualità davvero forti, riescono a toccare svariati argomenti e corde dell’animo con eleganza e abile maestria.

Inoltre, questo volume devo dire che mi è piaciuto molto più dei precedenti, ma anche gli altri libri li ho amati uno per uno solo che in questo ho trovato maggiore completezza e serenità, sicuramente una più intensa e decisa trepidazione, più affinità elettiva tra i protagonisti e poi il tema della famiglia è davvero sorprendente e fantastico.


“Una fitta mi colpisce le tempie, come se mi avessero appena trafitta con un ferro rovente. La mia memoria corre veloce, a ritroso, come una vecchia pellicola in bianco e nero. Ricordo i miei primi giorni in istituto. Gli uomini vestiti di bianco. Mi chiedevano di dimenticare.”

 

Insomma, in conclusione posso dire che l’autrice resta ancorata al suo stile e anzi, riesce con estrema facilità e chiarezza, a far sì che il lettore si senta catapultato all’interno della storia in modo semplicissimo e direi anche ancor più poeticamente e artisticamente di quanto non accadesse prima, visto che in questo romanzo si utilizza un modo ancor più singolare di fare prosa che si avvicina a livello semantico e narrativo al mito leggendario, senza mai essere fuorviante ma anzi ampliando conoscenza e bellezza all’opera.


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Una book blogger tra i fiori 

*Ringraziamo la casa editrice e l’autrice per la copia digitale*

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