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venerdì 12 maggio 2023

RECENSIONE - Cose dell’altro mondo - Ilaria Carioti


Titolo: Cose dell’altro mondo

Autore: Ilaria Carioti

Editore: Literary romance edizioni

Genere: Romanzo rosa 

Data di pubblicazione: 8 maggio 2023 

Serie o romanzo autoconclusivo: Autoconclusivo 

Formato ebook € 1,99 – Cartaceo € – 14,31

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Sinossi

Costretta a trovarsi un impiego alternativo alla disoccupazione, Laila accetta di essere la custode di un piccolo cimitero alle pendici del Gran Sasso. Purtroppo è l’ultimo luogo in cui desidera trovarsi data la concentrazione di spiriti e anime in pena (nel vero senso della parola!). Sì, perché Laila ha il “dono” della madre ovvero quello di vedere i morti e non ne è del tutto fiera.
Alex Di Stefano sta affrontando il peggior momento della sua vita: ha da poco perso il gemello Max durante un volo in parapendio saltando dalla cima dell’Himalaya.
Mentre Laila cerca di mettere in riga lo spirito di una vecchia che vuole appiopparle il suo barboncino, Max si fa “vedere” per chiederle un favore: scrivere una lettera al fratello affinché non si senta responsabile dell’incidente che ha coinvolto entrambi.
Ma come si fa? Cosa dire? Quali parole usare?

Con uno stile fresco e ironico, tra aneddoti commoventi e risate strappalacrime, l’autrice ci porta in un mondo dove regnano ancora i buoni sentimenti e dove tutto diventa possibile, perfino chiacchierare con gli spiriti, di notte, in un cimitero sperduto dell’Abruzzo.



Recensione:


Nasciamo per morire e questo è un dato di fatto, ma quando succede che dopo la morte si ha la possibilità di comunicare con i vivi, tutto assume una connotazione quasi artistica e ciò che è l’aldilà forse spaventa meno.

Esistono gli spiriti buoni, grazie al cielo, e questo, Laila Leoni, la nuova custode del cimitero di Rocca di Monte, lo potrà costatare, poiché medium e capace di parlare con i defunti, ma non ancora ben conscia delle sue potenzialità, nonostante sappia che tutte le donne della sua famiglia hanno questo dono, il che è davvero raro e fenomenale.  

Tra i personaggi che hanno lasciato questo mondo, ce n’è una singolare che prende il nome di Asperina, in altre parole un’anziana molto simpatica che mi ha intenerito molto perché ricorda le classiche nonne buone che donano tutto il loro amore ai nipoti e anche agli animali, come il barboncino Dorothy che era di sua proprietà quando era in vita. 

E che dire di Alex Di Stefano, che spesso è chiamato il vichingo? 


“Raggiungo lo strapiombo davanti al castello, che dà sulla vallata e sul paese, e inquadro. A un tratto sulla mia testa inizia a svolazzare un bel falco: niente di meglio. Non è facile fotografare un animale in movimento, soprattutto quando si tratta di un uccello che vola indisturbato, ma a volte proprio da questi scatti vengono fuori foto meravigliose.”


Quando si parla di lui o quando è lui ad avere la parola, il linguaggio cambia volutamente e diventa leggermente o a volte anche piuttosto scurrile (mi è piaciuto soprattutto perché l’autrice ha sapientemente costruito un personaggio a regola d’arte, che incarna alla perfezione il maschio alfa che non si fa intenerire subito o non s’innamora a prima vista), mentre quando parlano gli altri personaggi, come anche la stessa Laila (di cui ironicamente nessuno sembra all’inizio ricordare il nome esatto), vi è sicuramente più eleganza e toni composti.


“Inizio a sfilare sotto lo sguardo attento di Arianna, e ovviamente di Asperina. Il primo abito che provo è grigio, composto da un corpetto con cinta in vita e gonna che si allarga a ruota sopra alle ginocchia; non male per i miei gusti, ma la vecchina storce la bocca.” 


Si tratta di un romanzo avvincente, che nonostante parli della morte in modo piuttosto leggero e ironico, riesce a colpire dritto al cuore, riesce anche a far sentire al lettore il desiderio di scoprire cosa ci sia realmente oltre la vita, ci si pone delle domande, è una storia che ha un filo logico, ben preciso e non annoia mai, anche se devo essere sincera, la prima parte mi ha incuriosito e affascinato più del resto del libro, ma la bravura di Ilaria Carioti è notevole, è una scrittrice di cui personalmente non avevo letto altro e devo dire che è stata una piacevolissima scoperta, mi ha fatto trascorrere delle ore in piacevole compagnia e mi ha divertito, ma anche fatto rabbrividire in certi momenti in cui le scene erano ambientate proprio nel cimitero.

Un’ultima cosa che riguarda la narrazione della storia, il tema, la caratterizzazione dei personaggi ecc... vorrei dire che mi ha ricordato un po’ il famosissimo romanzo di Valérie Perrin “Cambiare l’acqua ai fiori”, magari è probabile che anche la Carioti, come me e come tantissime persone, lo abbia letto oppure ne sia rimasta affascinata, o magari nessuna delle due ipotesi, però ci tenevo a dire che mi è piaciuta molto questa sorta di reminiscenza letteraria.

Una storia che unisce vita e morte, gioie e dolori, che riesce a far comprendere appieno il valore di ogni giorno, di ogni piccolo istante e di ogni amore sincero, il tutto impreziosito da molte immagini che rendono il libro ancora più emozionante e davvero interessante.

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Una book blogger tra i fiori 

*Ringraziamo la casa editrice e l’autrice per la copia digitale*

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