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domenica 7 maggio 2023

RECENSIONE - L’omega delle terre selvagge - Mary Durante




Titolo: L'Omega delle Terre Selvagge

Autrice: Mary Durante

Cover artist: Angelice Graphics and Book cover Designer

Data di pubblicazione: 5 maggio

Genere: MM Omegaverse autoconclusivo

Tag: Da nemici ad amanti, schiavitù, convivenza forzata

Lunghezza: ~ 130k parole, 627 pagine (cartaceo), 504 (ebook)

Link Amazon


Sinossi 

Sopravvivere a ogni costo.

Evitare gli Alpha.

Lottare, sempre.

Sono questi gli imperativi con cui Noah è cresciuto, fin da quando suo padre lo ha portato nella foresta per sfuggire a una vita di schiavitù.

Quando viene catturato e trascinato di fronte a un rieducatore, si ritrova all'improvviso senza alcun diritto. Ad Alderan, dove gli Omega sono sempre più rari, quelli che come lui non hanno mai conosciuto un Alpha sono considerati merce preziosa. E quell'uomo dagli occhi di ghiaccio, che gli risveglia istinti sconosciuti, è la persona pagata per spezzarlo.

Quando Cole si ritrova alle prese con un Omega intoccato pensa che si tratti del solito lavoro: domare un moccioso disobbediente, prepararlo al suo ruolo di sposo docile e sottomesso, insegnargli il suo posto in una società in mano agli Alpha.

È piacevolmente sorpreso quando scopre in lui una preda che è pronta a rivoltarsi contro il predatore.

Nella noia di una vita monotona senza prospettive, quell'Omega selvaggio rappresenta una sfida, anche se temporanea. Non si fa illusioni: gli Omega sono deboli e bugiardi e alla fine si piegano tutti.

Ciò che non sa è che Noah non è nato per arrendersi.

È pronto a lottare con ogni mezzo contro di lui, contro l'intera Alderan, perfino contro il proprio istinto, se sarà necessario, per ritrovare la libertà.

Avvertenze: Storia autoconclusiva a tematica Omegaverse, presenza di tematiche forti quali schiavitù, coercizione e dubbio consenso, pertanto rivolte a un pubblico adulto e consapevole. Tutti i personaggi sono maggiorenni. Niente m-preg.




Recensione


Muscoli. Noah non vide altro per quella prima frazione di secondo, solo un corpo imponente che occupava buona parte dell’ingresso, un torace ampio e coperto da una maglietta bianca, il tessuto teso fin quasi al punto di rottura, e braccia solcate da cicatrici più o meno visibili, grosse quanto tronchi. L’Alpha. Più grosso del Beta che lo aveva catturato o di Menfred, tanto alto che lui gli arrivava a stento alla spalla. Dovette alzare la testa per guardarlo in viso. Capelli neri, lunghi abbastanza da mostrarsi mossi e scompigliati. Barba corta, che doveva essere stata rasata con poca cura. Mascella marcata, labbra sottili, occhi infossati, di un blu che parve capace di scavargli l’anima.

Inspirò di scatto, senza essersi reso conto di aver trattenuto il fiato fino a quel momento, e allora lo sentì: il suo odore, piacevole e avvolgente, qualcosa di mai sperimentato prima che gli pizzicò le narici e gli provocò una stretta allo stomaco. 

Pericolo. Minaccia. Attrazione.


Ogni sua nuova uscita mi mette in fibrillazione, ormai non posso fare a meno delle sue storie e, soprattutto, dei suoi omegaverse.

Non tutti apprezzano il genere, ma chi come me lo odora sono certa che a quest’ora siamo tuttƏ lì a scaricarlo dagli store e farne la nostra lettura necessaria a rendere il nostro animo di nuovo felice.

Fin dal prologo L’omega delle terre selvagge, entra prepotentemente sotto pelle, si fa fatica a distaccarsene e prima di raggiungere la meta c’è tutto un mondo irto di rabbia, dolore, perdita di sé stessi e di cosa è andato in frantumi.



Tutto ciò su cui riusciva a concentrarsi era l’Alpha. Le narici che si dilatavano, il corpo proteso verso di lui, un gigante fatto di muscoli e tendini in rilievo, con mani grandi che probabilmente avrebbero potuto uccidere un uomo senza alcuno sforzo. E quell’odore. A ogni respiro se ne sentiva sempre più prigioniero, quasi gli si stesse insinuando sottopelle e nel sangue. Parlava a una parte sconosciuta del suo animo, la stessa da cui emergevano le vecchie paure del se stesso bambino, quel panico cieco e irrazionale per l’ignoto o i mostri sotto il letto. Un pizzicore alla base della nuca gli suggerì di chinare il capo, puntare gli occhi sul pavimento e arrendersi a qualunque fato l’Alpha avesse deciso per lui.


Cole e Noah sono fantastici, non può esistere l’uno senza l’altro, tutto ciò che li porta a trovarsi faccia a faccia conduce il lettore in una sorta di meraviglioso quanto splendido universo in cui le cose vanno diversamente da tutto ciò che abbiamo conosciuto finora.

Si lotta per vivere, si lotta per sopravvivere, si lotta per non essere prigionieri o schiavi, si lotta fino alla fine, sempre.



«Mio,» gli disse l’Alpha, ancora con i denti affondati nel suo collo, e Noah urlò. 

Venne con il suo ringhio che gli risuonava nelle orecchie, un piacere che si insinuò in ogni centimetro del suo corpo per poi ridurglielo a gelatina, tanto intenso da non lasciare spazio ad alcun pensiero.



Si può essere l’uno dell’altro solo quando non c’è coercizione, solo quando si è convinti di darsi all’altro in piena consapevolezza, fino ad affermare di poter essere suo e mio.

Negli omegaverse questa affermazione è perentoria, può sembrare da uomo delle caverne, ma è anche così affascinante e crea invidia a chi non raggiunge un tale stato di benessere. Sì perché essere dell’altro è necessario per entrare in simbiosi con un legame che è un interscambio di emozioni che va dall’uno all'altro

Mary Durante regala sempre qualcosa in più con ogni sua nuova uscita, i suoi protagonisti sono dei veri e propri ammaliatori, al punto tale che si fa fatica a non innamorarsene e anche per Cole e Noah decidere chi tra i due è quello che più ti entra sotto pelle è difficilissimo, almeno per quanto mi riguarda, per cui continuerò a dire che il loro legame si intreccia donandomi gioia e felicità al mio cuore. 

 

Alpha e Omega. Chi è schiavo di chi?


La scelta non è possibile perché un Alpfa e un Omega non sono mai distanti anzi…



«Alpha e Omega sono complementari. Due facce della stessa medaglia.»


Molti mi chiedono il perché mi piaccia leggere, la mia risposta è sempre la stessa: leggere è benessere, leggere è entrare in un mondo dove è possibile vivere vite diverse da quella che ho e che mi lasciano sempre un senso di appagato piacere, nonostante ci siano storie che mi dilaniano il cuore con le loro turbolenti emozioni, ecco perché ringrazio Mary, le sue storie riescono a farmi provare ogni genere di emozioni, ma alla fine la felicità è quella che prevale, sempre.

Se amate il genere omegaverse non potete perdere questo romanzo, vi riempirà l’animo di speranza e di  altrettanta serenità, perché l’amore è amore in ogni genere, forma, vita.


Per me straordinario


🪄🪄🪄🪄🪄 e oltre


Asiul

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