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lunedì 11 luglio 2022

RECENSIONE In tempi di guerra Michael Nava


 


Titolo: In tempi di guerra 

Serie: Henry Rios #3 

Autore: Michael Nava 

Traduzione: Micol Cerato 

Genere: Mystery, thriller politico 

Casa Editrice: Triskell Edizioni 

Collana: Rainbow 

Lunghezza: 360 pagine 

Data di pubblicazione: 8 luglio 2022 

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Sinossi

Los Angeles, 1986. In piena epidemia dell’AIDS, un gruppo di cristiani conservatori ha proposto un’iniziativa legislativa che imporrebbe alle autorità sanitarie di rinchiudere le persone sieropositive in campi di quarantena, e ci sono buone probabilità che venga approvata nel referendum di novembre. Henry Rios, che ormai si è stabilito a Los Angeles, accetta di fornire consulenze legali a QUEER, un gruppo di giovani attivisti in lotta contro la proposta. I suoi membri sostengono di praticare la disobbedienza civile pacifica, ma quando uno di loro resta coinvolto in un attentato a una chiesa evangelica – provocando la morte del pastore – Rios si ritrova con un cliente che rischia la pena capitale. In un thriller politico che intreccia sapientemente complotti religiosi, lotte politiche e vicende sentimentali, Nava si ispira alle pagine oscure della recente storia californiana per raccontare le tensioni esplosive che scuotevano la comunità LGBT dell’epoca, tratteggiando un mondo di luci e ombre dove il sangue chiama sangue e nessuno può sperare di restare indenne. 

Recensione

«No, sono ancora sostanzialmente ateo.» 

«Come hai fatto pace con tutti i discorsi su Dio?» 

Bevvi un sorso di caffè e pensai a come formulare una risposta ragionevole a una domanda difficile. 

«Per ateo intendo dire che non credo nell’esistenza di un vecchietto seduto su un trono nel cielo che tiene un elenco delle mie virtù e dei miei vizi per torturarmi o ricompensarmi una volta morto. Quello che mi ha fatto andare avanti è stata la gentilezza, o forse dovrei dire l’amore, che ho ricevuto nel programma. Quello, e la consapevolezza della mia verità su chi sono e cos’è importante per me. Quando il mio sponsor è riuscito a farmelo ammettere, ha detto: “Be’, hai trovato il tuo Dio, l’amore e l’accettazione di sé”. Per me, questo è sufficiente. Non mi preoccupo di cosa vedano gli altri in Dio.»

Parto dall'estratto postato in alto per esporre il mio pensiero su questo terzo volume della serie di Nava.

Quello che mi ha colpito maggiormente di Henry Rios è stata proprio la gentilezza che mostra a chiunque, senza pretese e senza nulla in cambio.

La sua determinazione nel voler scovare fino in fondo cosa si nasconde dietro una parola, un fatto, è ciò che lo rende l’avvocato di chi ha bisogno e di chi pone in lui ogni fiducia.

In tempi di guerra, l’avvocato Henry Rios, ci porta davanti tutto ciò che è stato portato a compimento per denigrare ancor di più la comunità LGBTQ in quegli anni in cui l’HIV/AIDS ha così dilaniato gli anni 80 e con l’arrivo della QUEER tutto sembra diventare più facile.

Ma non è solo questo, è scoprire come il sistema, che dovrebbe sempre vigilare sui cittadini, è scoprire come chi ha il potere, che dovrebbe mettere in campo sempre per fare bene e non altrimenti, vogliono avere l’ultima parola senza mai pagarne le spese, tutto ciò mi ha devastata e annichilita.

Un terzo episodio della vita di Henry dove è possibile trovare fatti reali a fatti romanzati che nulla tolgono alla bellezza di questo volume, non è mai facile esprimersi quando si è davanti ad una penna straordinaria, l'unico commento da fare è ammetterne la bellezza e la meraviglia di tale scritto.

Ci sedemmo sul bordo del marciapiede. Io circondai Josh con un braccio. Lui mi posò la testa sulla spalla e guardammo i poliziotti che cominciavano ad andarsene, spegnendo i lampeggianti e le sirene, e gli elicotteri che scomparivano nel cielo notturno sopra il duro luccichio dello skyline di Los Angeles.

Una lettura che consiglio di non perdere perché non è ammissibile!!!!  

🪄🪄🪄🪄🪄

Asiul

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